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Fai la spesa giusta!

Pubblicato: 06 set 2006 da Faust

equo-solidale

Segnaliamo che, a partire dal 14 fino al 22 ottobre 2006 parte la Terza edizione di “Io faccio la spesa giusta”, la settimana nazionale di promozione e di conoscenza dei prodotti del Commercio Equo e Solidale. Obiettivo dell’iniziativa, sensibilizzare il pubblico sul tema del commercio equo.
L’iniziativa stata ideata da Fairtrade TransFair Italia, il marchio di certificazione dei prodotti provenienti dai paesi del Sud del Mondo che seguono i criteri del commercio equo.
Previsto il coinvolgimento delle catene dei supermermercati e delle aziende di ristorazione collettiva.
Maggiori informazioni sugli eventi, i punti vendita e le adesioni li potete trovare sul sito.

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16 commenti

Commenti dei lettori

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  • eusebio

    06 set 2006 - 12:09 - #1
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    questi prodotti costano circa il 30% in più degli altri, mi sembra un po’esagerato!!!

  • marman

    06 set 2006 - 13:27 - #2
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    E se costano il 30% in più ci sarà pure un motivo caro Eusebio. Ciò dovrebbe far riflettere sull’assoluta mancanza di etica del cosiddetto liberismo economico! Quel trenta per cento in più secondo te chi lo paga?

  • eusebio

    06 set 2006 - 13:49 - #3
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    il Commercio Equo e Solidale si basa solo sulla buona volontà di alcune persone…
    è un sistema che da solo non sta in piedi e pertanto senza futuro. sarebbe meglio che quelle persone lavorassero per qualche multinazionale invece di zappare la terra come 2000 anni fa….

  • Ale

    06 set 2006 - 17:14 - #4
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    Eusebio, anche anche il Cristianesimo si basa sulla buona volontà di alcune persone, ma non è che per quello allora lasciamo perdere tutto. Viva il commercio equosolidale!

  • marman

    07 set 2006 - 10:08 - #5
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    Non é vero, il commercio equo solidale si basa sull’organizzazione, la stessa che regola tutte le attività umane (compreso il commercio). E poi l’economia non é un sistema chiuso autonomo, indipendente dal diritto, dall’etica, dalla politica e dal sociale. L’importante é comprendere come il processo economico non può essere autonomo perché produce conseguenze (a volte purtroppo irreversibili) in ragione delle sue molteplici interazioni con natura e società. Forse se i dirigenti delle multinazionali che tanto ti piacciono andassero a zappare la terra certe cose non farebbero così fatica a capirle, caro Eusebio!

  • Ale

    07 set 2006 - 11:18 - #6
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    Bravo Marman, quoto pienamente !! ;-)

  • eusebio

    07 set 2006 - 11:33 - #7
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    consiglio agli etici di entrare in un supermercato e verificare i prezzi dei prodotti Commercio Equo e Solidale (sudamerica e africa) e quelli cinesi. i nostri stanno nel mezzo.
    fra 10 anni sugli stessi scaffali ci saranno solo quelli cinesi, perchè anche per sudamerica e africa sarà + conveniente comprare quelli!!!

  • marman

    07 set 2006 - 14:13 - #8
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    Allora vai all’esselunga a prendeti i limoni africani bombardati di fenetilene! Costano meno dei nostri!

  • eusebio

    07 set 2006 - 16:56 - #9
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    sognare ad occhi aperti è bello, ma quando ci si sveglia fa male dietro…

  • Ale

    07 set 2006 - 17:43 - #10
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    Carissimo Eusebio, ma che ovvietà! è ovvio che i prodotti di altromercato (ad esempio), costano più degli altri. I Motivi? Chi li produce e chi ci lavora non è sfruttato, si usano materie prime da agricolture bio, le quantità sono minori, le materie prime costano di più. Il risultato però è che comperi qualcosa di buono per te e per gli altri. Costa un po’ di più? Vale un po’ di più!

  • eusebio

    08 set 2006 - 08:49 - #11
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    spiegalo anche ai pelletteri toscani e agli artigiani del nord est!!!

  • Ale

    08 set 2006 - 09:27 - #12
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    Infatti il problema sta proprio nel farlo comprendere alla gente…ahimè.

  • eusebio

    08 set 2006 - 09:32 - #13
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    Intendevo che i prodotti che venivano fatti dagli artigiani a firenze , verona, treviso, vicenza ora sono fatti dai cinesi!!!

  • Ale

    08 set 2006 - 11:44 - #14
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    Dunque sono i nostri artigiani che devono spiegarlo alla gente. Il problema in realtà è un altro: gli italiani, la gente in genarale, sanno benissimo che il prodotto made in italy è di qualità mentre quello cinese è , quasi sempre, scadente, ma le condizioni economiche in cui riversiamo ci impediscono di scegliere il prodotto buono. Quindi il basso costo vince sulla qualità. Ma… siamo sicuri che si tratti davvero di basso costo, quello dei cinesi?? Quando consideriamo un prezzo, ci rendiamo conto che una merce scadente andrà magari riacquistata + volte, spendendo il doppio? e potrei andare avanti x ore… ma magari apriamo un altro post!!!

  • silvio

    18 set 2006 - 13:49 - #15
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    FEDERALISMO E’ LA COSA GIUSTA

  • 02blog

    11 ott 2007 - 20:00 - #16
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    […] […]

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