Caro libri scuola: a settembre +5%

L'aumento dei prezzi per il corredo scolastico è invece del 3,5%. Le rilevazioni del Codacons.

L’inizio della scuola si avvicina insieme al caro libri. Il Codacons parla di ennesima stangata per le famiglie italiane. Secondo le prime rilevazioni dell'associazione dei consumatori:

mentre l'aumento del corredo scolastico si attesta al 3,5%, la spesa media di una famiglia per l'acquisto dei libri sale del 5%, oltre 3 volte quanto previsto dai tetti del ministero dell'Istruzione che, ritenendo di dover salvaguardare i diritti patrimoniali dell'autore e dell'editore invece degli stipendi dei dipendenti statali che non sono più indicizzati da oltre 3 anni, ha pensato bene di incrementare i prezzi di copertina in misura pari al tasso di inflazione programmata, ossia dell'1,5%.

L'aumento del 5% stimato dal Codacons si riferisce non al prezzo di copertina di un singolo libro ma all'incremento di spesa di una famiglia che comprende i libri obbligatori e di quelli consigliati:

che dovrebbero essere senza vincolo di acquisto ma che poi facoltativi non lo sono affatto, e i vocabolari.

La variazione nei prezzi è appunto:


superiore a 3 volte quella prevista dal ministero che, non a caso, mettendo le mani avanti prudenzialmente ammetteva nella nota del 25 gennaio che "ad ogni buon conto (?) i tetti di spesa dovrebbero subire solo aumenti contenuti entro il tasso di inflazione” dove il condizionale non fu mai così opportuno.

Secondo il Codacons a settembre bisogna insomma attendersi una stangata visto che in parlamento:


hanno pensato bene, con la legge 221/2012, di eliminare l'unica cosa positiva di questi ultimi anni, ossia l'articolo 5 del decreto-legge n. 137/2008 convertito dalla Legge n. 169/2008, che obbligava le scuole ad adottare solo libri per i quali gli editori si erano impegnati a mantenere invariato il contenuto per un quinquennio.

L’anno scorso già:


era entrato in vigore il divieto di utilizzare testi esclusivamente a stampa determinando una stangata aggiuntiva per le famiglie di 80 euro per l'acquisto dei libri, sia perché quelli multimediali avevano mandato in soffitta i testi usati, le vecchie edizioni, il passaggio dei libri dal figlio maggiore al minore, sia perché non tutte le case editrici si erano adattate alle nuove regole, costringendo gli insegnanti a cambiare libri, vanificando in tal modo il blocco. Una volta fatta la frittata però, per certi versi inevitabile anche se non per la tempistica, è assurdo provare a rimettere l'uovo nel guscio.

Il ministero invece:


ci ha provato, togliendo per quest'anno l'obbligo del digitale (o del formato misto) ormai in vigore e reintroducendolo per l'anno scolastico 2014/2015, un vero pasticcio, che rischia di determinare stangate multiple invece di una sola, ormai superata.

Un regalo alla lobby degli editori secondo l’associazione, che rischia di tradursi in una sonora scoppola per le famiglie già fiaccate dalla crisi.

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