Crisi, chiude un'impresa storica su quattro. Dal 2008 al 2012 addio a 9mila aziende ultracinquantenarie

In quattro anni hanno chiuso circa 9mila imprese che avevano alle spalle più di 50 anni di attività.

Mentre i politici cercano di lanciare messaggi di ottimismo parlando di ripresa e si distraggono con argomenti che interessano solo a loro, l'Italia deve registrare i dati sempre più allarmanti che arrivano dal mondo delle piccole e medie imprese che costituiscono le fondamenta dell'economia nazionale.

Ebbene, secondo elaborazioni e stime dell'ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza, dal 2008 al 2012, gli anni peggiori della crisi, l'Italia ha dovuto dire addio a circa 9mila imprese storiche, ossia quelle che erano in attività da più di 50 anni. La media è di una impresa storica su quattro chiusa, mentre prima del 2008 il rapporto era di una su cinque.

Se si approfondisce a livello locale, si scopre che, per esempio, in Calabria a chiudere sono state più della metà delle imprese storiche, il 53% ossia circa 250 aziende. In Puglia hanno chiuso in circa 300, che costituivano il 47,6% delle imprese ultracinquantenarie, mentre in Lombardia ha chiuso una su tre (oltre 4200).

Prendendo in considerazione anche le imprese più giovani, nel primo semestre del 2013 sono state registrate circa 6500 procedure fallimentari con un aumento del 5,9% rispetto al 2012, dunque se si continuerà di questo passo, alla fine dell'anno di certo per le imprese non si potrà parlare di ripresa, ma di ulteriori peggioramenti.

Aggiungendo le procedure fallimentari di quest'anno a quelle già in corso da prima, in totale ci sono 126mila aziende italiane coinvolte in una procedura concorsuale tra fallimenti e concordati preventivi.

Guardando le singole regioni vediamo che in Toscana c'è stato un aumento dei fallimenti del 33,8%, in Calabria del 31%, in Trentino Alto Adige del 26,9%, percentuali altissime e allarmanti. In Lombardia l'aumento è del 7,5% e riguarda soprattutto imprese nate tra il 2000 e il 2009.

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