Spesa pubblica: in 15 anni +68,7%, pari a 296 miliardi

Ed è boom per l'imposizione locale: +204,3%. La Cgia di Mestre: "l'aumento delle tasse locali è il risultato del forte decentramento fiscale iniziato negli anni '90".

In 15 anni, dal 1997 a oggi, la spesa pubblica del Belpaese, al netto degli interessi sul debito, è cresciuta del 68,7%. La stima la fornisce uno studio della Cgia di Mestre. In termini assoluti l’aumento è di quasi 296 miliardi.

Sempre secondo i calcoli dell’Associazione artigiani e piccole imprese Mestre a fine 2013 le uscite ammonteranno 726,6 miliardi. Nel frattempo le entrate fiscali - cioè tasse, imposte, tributi e contributi a carico dei cittadini - sono cresciute del 52,7%.

Le entrate tributarie invece, date dalla somma del gettito in capo alle amministrazioni centrali e locali, sono aumentate ancora di più, del 58,8%.

Per l'imposizione locale è stato un vero e proprio boom: +204,3%, in termini assoluti 74,4 miliardi, per un gettito che a fine anno arriverà a sfiorare la cifra di 111 miliardi. Del resto secondo un recente studio Confcommercio il federalismo fiscale ha portato a un aumento delle imposte locali di oltre il 500% in 20 anni.

Il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi commenta:


Se i rapporti tra i cittadini e la Pubblica amministrazione sono oggettivamente migliorati, in materia di federalismo le leggi Bassanini e le riforme che sono state realizzate successivamente non hanno partorito i risultati che tutti ci aspettavamo. Ricordo che in Europa i Paesi federali come la Germania, la Spagna, il Belgio o l'Austria presentano un costo complessivo della macchina pubblica pari alla meta' di quello registrato dai Paesi unitari. In Italia, invece, in questi ultimi 15 anni abbiamo assistito solo ad un processo di decentramento di una parte della spesa e delle entrate, con il risultato che sia l'una sia l'altra sono aumentate a dismisura.

A pagare è il cittadino-contribuente. Bortolussi continua:


l'aumento delle tasse locali è il risultato del forte decentramento fiscale iniziato negli anni '90. L'introduzione dell'imposta sugli immobili, dell'Irap, delle addizionali comunali e regionali Irpef hanno fatto impennare il gettito della tassazione locale che e' servito a coprire le nuove funzioni e le nuove competenze che sono state trasferite alle Autonomie locali. Non dobbiamo dimenticare che, negli ultimi 20 anni, le Regioni ed i Comuni sono diventati responsabili della gestione di settori importanti come la sanità, i servizi sociali e il trasporto pubblico locale senza aver ricevuto un corrispondente aumento dei trasferimenti. Anzi, la situazione dei nostri conti pubblici ha costretto lo Stato centrale a ridurli progressivamente, creando non pochi problemi di bilancio a molte amministrazioni locali che si sono difese facendo leva sulle nuove imposte locali introdotte dal legislatore.

Cosa si può fare?


bisogna completare il lavoro iniziato nella scorsa legislatura in materia di federalismo fiscale, ovvero definire al più presto i costi standard nella sanità e quelli degli Enti locali. Grazie ad una maggiore responsabilizzazione nella gestione della spesa da parte dei Presidenti di Regione e degli amministratori locali.

Solo così, conclude il segretario della Cgia:

saremo in grado di mettere in moto un processo virtuoso che porterà a tagliare gli sprechi, gli sperperi, le inefficienze e, conseguentemente, anche le tasse.

A livello centrale le entrate tributarie sono cresciute invece “soltanto” del 38,8%, 102,6 miliardi in valore assoluto, per un ammontare che toccherà i 367 miliardi a fine 2013.

© Foto TMNews

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