Sciopero Benzinai: nel maxiemendamento il bonus fiscale richiesto


La prima giornata di sciopero dei benzinai si è conclusa. Fallita, almeno in parte, la trattativa in extremis condotta dal sottosegretario Saglia la serrata ha avuto il suo via con due sigle sindacali determinate ad andare fino in fondo Faib e Fegica. I rappresentanti delle due associazioni hanno manifestato a Roma per:

denunciare l'impotenza e l'insipienza di un Governo che dopo mesi di silenziosa inconcludenza voleva ricattare la categoria all'ultimo momento con una proposta capestro di nuovo protocollo d'intesa, basata ancora una volta soltanto sulle promesse e senza nessuna garanzia. Nessun nuovo patto con chi ha preso, per oltre tre anni, per i fondelli i Gestori

In realtà le proposte del Governo, pur essendo tutte "su carta" a mezzogiorno di ieri, sono divenute realtà nel maxiemendamento alla legge di stabilità presentato stasera al Senato in queste ore convulse che stanno segnando la fine dell'era Berlusconi mentre una violentissima bufera finanziaria che sta travolgendo il nostro paese. Negli articoli dell'emendamento sono infatti contenuti gli aumenti del prezzo della benzina che consentiranno di rendere "organico e definitivo" il bonus fiscale in vigore da 17 anni in favore dei gestori.

La battaglia dei benzinai pare dunque vinta, il bonus è garantito, l'aumento si scarica ancora una volta sui consumatori. Ora avranno il buon senso di fermare lo sciopero (sul quale ci sono stime completamente diverse che vanno dall'80% di adesione al 15% a seconda delle fonti) tenendo conto che l'emendamento sarà approvato, per ragioni differenti da questa vertenza, al massimo entro lunedì sia dalla Camera che dal Senato?

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