Nel 2011 calano le nuove pensioni (al netto della Fornero)


Erano davvero necessarie le modifiche imposte dal governo Monti sotto la guida del ministro del Welfare Elsa Fornero al nostro sistema pensionistico? Si è parlato di una necessità urgente, ma i sindacati hanno sempre contestato questa chiave di lettura sostenendo che l'INPS non era poi così in sofferenza come si voleva far credere e che erano già sufficienti gli "scalini" già previsti e in calendario nei prossimi anni.

In qualche modo i dati diffusi oggi sul numero di nuove pensioni liquidate nei primi 11 mesi del 2011 (quindi prima dell'intervento del nuovo esecutivo) sembrano confermare la lettura dei sindacati. Sono state 224.856 le pensioni di vecchiaia e anzianità liquidate nei primi 11 mesi dell'anno con un secco -29,5% (pari a 94.089) rispetto all'identico periodo del 2010. Secondo i dati la riduzione più consistente si è registrata per le nuove pensioni di vecchiaia (94.216, -39,4%) mentre quelle di anzianità sono state 163.507 in calo del 20,1%.

La Cgil commenta questi dati sottolineando proprio la "fretta" imposta senza apparente giustificazione dal ministro Fornero:

Questi risparmi non sono stati contabilizzati dalla riforma Fornero. Se si fosse fatta una riflessione su questi risparmi si sarebbe capito che erano grandi e che il sistema era in equilibrio. L'effetto finestra è stato più marcato per quelle di vecchiaia, ma anche per quelle di anzianità c'è stato un calo consistente. Se si fosse fatta una riflessione più accurata sulla vecchia normativa, si sarebbe visto che i risparmi erano assolutamente consistenti. Ora almeno una parte dei risparmi generati dalla riforma potrebbero tornare alla previdenza per restituire gradualità e sostenibilità al sistema pensionistico, partendo anche dai giovani.

  • shares
  • +1
  • Mail