Inflazione 2011: tasso medio del 2,8%


L'Istat ha diffuso i dati dell'indice dei prezzi al consumo per lo scorso mese di dicembre fornendo la prima stima per il tasso medio dell'inflazione per l'anno 2011. Nessuno si aspettava grosse inversioni di tendenza (nemmeno era possibile immaginarle), ma fa riflettere una crescita su base annua del 2,8% se si guarda al 2010 quando l'aumento restò entro limiti più che accettabili fissandosi all'1,5%.

La spinta inflazionistica è stata, come ovvio, alimentata dai carburanti. Il prezzo della benzina a dicembre è cresciuto del 15,8% su base annua, quello del gasolio del 24,3% sempre rispetto allo stesso mese del 2010. Sono dati pesanti, l'effetto combinato dall'aumento delle quotazioni del petrolio e del sempre più consistente prelievo fiscale si fa sentire e preoccupa anche in prospettiva futura. Come noto l'aumento dei prezzi di benzina e diesel si scarica a cascata su tutti gli altri beni e servizi che richiedono, in un modo o nell'altro, l'uso dei carburanti nelle fasi di produzione e distribuzione. In generale il settore trasporti è il più penalizzato con un +7,1% seguito da quello per abitazione, acqua, elettricità e combustibili con +6,3% e dalle bevande alcoliche e tabacchi (+6%).

In questo contesto proseguono gli appelli delle associazioni dei consumatori al ministro Passera per un incontro urgente proprio sulla questione del prezzo dei carburanti. Trovare soluzioni, il riferimento è all'introduzione di un sistema che eviti l'effetto moltiplicatore dell'Iva in presenza di aumenti di accise e del prezzo del prodotto stesso, e farlo in fretta. Saranno ascoltati?

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