
La corsa dei prezzi dei carburanti non si arresta. I continui aumenti rappresentano un danno immediato per le tasche dei italiani che, sempre più spesso, decidono di non usare l’auto per spostarsi (o di non spostarsi proprio). Non basta questo, la benzina e il diesel a prezzi stratosferici hanno un effetto a cascata su praticamente tutti i consumi. Gli alimentari sono uno degli esempi più eloquenti: i carburanti sono necessari nella fase di produzione, ma anche in quella di distribuzione. Una parte consistente del prezzo pagato dal consumatore è determinato proprio dal trasporto delle merci.
Lo sottolinea la Cia, Confederazione italiana agricoltori, che teme una ricaduta anche sui consumi proprio dovuta al crescere dei prezzi:
”Non si ferma neppure oggi la corsa infinita dei prezzi dei carburanti, che mettono a segno il quarto rialzo nel giro di una settimana con effetti a valanga sulle famiglie e sugli agricoltori. I prodotti agroalimentari infatti rischiano di lievitare non poco, visto che proprio il costo del trasporto incide sul prezzo finale per il 35-40 per cento. E, considerato che i consumi delle famiglie sono già ridotti al lumicino, questa continua raffica di aumenti può spingerli giù di un ulteriore 1,5 per cento. Anche per gli imprenditori agricoli la situazione è critica. Il prezzo del gasolio agricolo e’ passato da 0,49 euro al litro di gennaio 2010 agli attuali 1,13 euro al litro, con un incremento record del 130 per cento. Il che significa un costo aggiuntivo di circa 5 mila euro per ogni azienda del settore. Un onere gravoso dunque, in particolare per le serre, che soprattutto durante l’inverno fanno un uso considerevole di carburante per il riscaldamento delle colture orticole e floricole.
Su questo punto si concentra la Cia che chiede un intervento “mirato” per ridurre l’impatto dei costi dei carburanti sui processi di produzione delle imprese agricole, un favore agli agricoltori per fare un favore ai consumatori.
Ammesso si faccia, sarà veramente così?
Foto | Flickr
Beh
14 gen 2012 - 13:30 - #1Monti speravi davvero di spremere gli italiani fino a sto punto? Porta la benzina a 2 euro e vedrai che torneremo ad avere un’auto per nucleo familiare (non tre come succede ora) e ciao ciao a due bolli in più, a due assicurazioni in più, a due revisioni in più, a due manutenzioni in più, etc…
Certo che da uno uscito dalla Bocconi esperto di finanza come te…
Complimenti!!
Michele Russo
15 gen 2012 - 17:33 - #2Ahhh ahhh … forte questo commento! Sai cos’è?! Può darsi che Monti c’è, ci fa o ce lo fanno essere! Chissà quanti vanno al potere e pur essendo in buona fede hanno le mani legate! E comunque il cambiamento in Italia non può essere fatto con queste misure hai ragione! A volte per non pagare il prezzo in popolarità si diventa impopolari. Monti e tanti altri a cui è stato richiesto di far tornare i conti rapidamente hanno dovuto adottare queste misure, ma se queste misure non sono temporanee e non sono seguite da cambiamenti strutturali lasciano il tempo che trovano.
Beh
18 gen 2012 - 19:43 - #3Esatto, è come dici te! Bisogna effettuare cambiamenti in questo paese, anche se qualcuno verrà infastidito. E soprattutto, basta alzare le tasse, sono già tante, basterebbe gestirle meglio…