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Le liberalizzazioni all'italiana? Fino ad ora solo danni per i consumatori

Pubblicato: 13 gen 2012 da Mario Marcello Forte


In tanti le invocano, le liberalizzazioni sono viste come la classica panacea di tutti i mali, ma è veramente così? Secondo uno studio della Cgia di Mestre le aperture alla concorrenza realizzate negli ultimi 20 anni sono costate alle famiglie quasi 110 miliardi di euro. Se si esclude la telefonia ogni altro settore “liberalizzato” ha visto crescere gli oneri per i clienti, l’esatto contrario di quello che sarebbe dovuto avvenire.

Le maggiori spese per ogni famiglia, in media, calcolate dall’avvio delle aperture al mercato di ogni settore fino al novembre del 2011 ammontano a 4576 euro. A fare la parte del leone sono naturalmente le assicurazioni: dal 1994 (anno della liberalizzazione delle tariffe) le assicurazioni sono costate 2462 in più ad ogni famiglia per un totale di 58,5 miliardi di euro, ma anche la voce dei costi dei servizi finanziari hanno avuto il loro bel peso.

Complessivamente per pagare conti correnti, bancomat e commissioni bancarie in genere gli italiani hanno speso quasi 21,9 miliardi in più rispetto alle tariffe precedenti il 1993. Siamo davvero sicuri che le liberalizzazioni convengano? Basta farle “meglio” rispetto ai nostri standard?

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Michele Russo

    15 gen 2012 - 16:41 - #1
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    Ciao Mario, probabilmente hai ragione ma se non sbaglio parli di medie. Molto spesso queste medie sono causate dal fatto che il consumatore non ha voglia di cambiare e resta nella sua zona di comfort. Per esempio per i conti correnti basta scegliere un conto che non ti addebita un euro ne per ogni prelievo bancomat ne per i bonifici. Un nome? Conto Corrente Arancio. Le liberalizzazioni sono a volte un “ultima spiaggia” perchè lo Stato non riesce più a gestire correttamente alcune risorse per mancanza di competenze o per l’impossibilità di rendere alcune attività reddittizie. E così le attività diventano passività e pesano moltissimo sui conti dello stato che deve liberarsene. Non sempre il servizio all’utente finale viene così migliorato. Ma come ho detto il potere di migliorare il servizio spetta al consumatore attraverso la sua preferenza.

  • *** S t o l e n I d e a s . O r g ***

    15 gen 2012 - 20:20 - #2
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    lo sanno tutti che liberalizzando i Taxi lo spread scende a zero il rating risale ad AAAAA+++ ed il debito pubblico scende al 30% del PIL

  • Beh

    18 gen 2012 - 18:54 - #3
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    a Michele Russo: secondo te è sbagliato dire che con le liberalizzazioni lo stato si libera di un lavoro? Tanto a loro interessano tot soldi, la differenza (alta o bassa che sia) la paghiamo noi… I “concorrenti” si accordano per mantenere alti i prezzi così non si crea una vera concorrenza e a noi consumatori non cambia niente tanto è alto lo stesso il prezzo! Ma perchè non liberalizziamo le assicurazioni europee (avere la possibilità di farsi un’assicurazione romena ad esempio)

  • nzbc

    20 gen 2012 - 14:39 - #4
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    Ci stiamo accapigliando tra lavoratori ma la realtà è che l’Italia è già fallita.

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