I tassi d'interesse Bce restano allo 0,5%

Resteranno al minimo storico ancora a lungo. E non si escludono nemmeno nuovi tagli. Le parole di Mario Draghi in conferenza stampa.

I tassi d'interesse della Banca Centrale Europea restano allo 0,5% e da lì non si schioderanno ancora a lungo, come ha confermato il presidente della Bce Mario Draghi. Che ha anche parlato della possibilità che possano ulteriormente scendere.

I tassi quindi rimangono fermi al minimo storico a cui si trovano dal maggio scorso. Una decisione che non sorprende e che era largamente attesa, nonostante ci siano i primi segnali che la situazione economica vada verso un generale miglioramento. La Bce ha inoltre deciso di lasciare invariati all'1% il tasso marginale sulle operazione di rifinanziamento e allo 0 quello sui depositi presso lo sportello overnight della Banca centrale europea.

Nella conferenza stampa Draghi ha parlato anche di crisi economica, rendendo noto come gli economisti della Bce abbiano rivisto al rialzo le stime sul Pil dell'Eurozona (che passa da un -0,6 a un -0,4) e però rivisto al ribasso quelle della tanto attesa crescita per il 2014, che scendono all'1% dall'1,1 precedentemente stimato.

In rialzo invece l'inflazione, che per quest'anno sarà 1,5% mentre l'anno prossimo scenderà di due decimali grazie al calo dei prezzi dell'energia. Inevitabile parlare di disoccupazione, che rimane elevata e non migliorerà finché continuerà "l'aggiustamento dei bilanci pubblici", che pesa sull'attività economica. In poche parole, niente occupazione, c'è l'austerity. Nonostante questo effetto collaterale, per Draghi, "i governi devono proseguire con le riforme strutturali", puntando allo stesso tempo "sull'efficienza e la qualità dei servizi pubblici e minimizzando gli effetti distorsivi sulla tassazione".

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