Divario record fra salari e inflazione

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L’Istat ha certificato oggi dati molto allarmanti che fotografano l’impoverimento delle famiglie italiane. L’aumento tendenziale delle retribuzioni nel 2011 è fermo ad un +1,4% lontanissimo dall’inflazione arrivata al 3,3% sulla spinta dell’Iva al 21% e dell’aumento dei prezzi dei carburanti. Si tratta del divario più rilevante fra questi due dati dal 1995. Nei fatti le retribuzioni sono ferme mentre il costo della vita continua a salire, con ovvie conseguenze per i budget delle famiglie.

L’indice che misura la fiducia dei consumatori è ai minimi dal 1996, ma non si tratta soltanto di un fenomeno ascrivibile all’emotività perché secondo un’indagine di Bankitalia i redditi reali delle famiglie comparati ai prezzi sono ai livelli del 1991, un passo indietro di 20 anni. Le associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori, lanciano l’allarme sulla situazione delle famiglie a reddito fisso:

Il potere d’acquisto è diminuito dell’1,9% secondo i dati odierni dell’Istat. Questo significa, per una famiglia media monoreddito che percepisce un reddito 1.500 euro al mese una diminuzione del potere di acquisto pari a 342 euro l’anno, mentre nel caso il reddito percepito sia di 2.000 euro al mese la diminuzione del potere di acquisto e’ pari a 456 euro l’anno.

Tutto questo mentre non frenano la loro corsa un po’ tutte le tariffe, dal gas all’elettricità senza dimenticare la mazzata in arrivo sul fronte delle imposte. La situazione è oltre i limiti della sostenibilità considerando che per il 2012 si prospetta un’ulteriore aumento dei prezzi nel solo settore alimentare pari a 392 euro a famiglia.

Foto | © TM News

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