Certificazione energetica, è obbligatoria, ma in pochi ce l'hanno

Dal gennaio 2012 non si scappa. La certificazione energetica per gli immobili è divenuta obbligatoria, ma la risposta dei cittadini è ancora ampiamente insufficiente. Per mettere in vendita o in affitto un appartamento i proprietari dovrebbero essere in grado di fornire l'indicazione all'acquirente o al locatario sulla categoria energetica, un obbligo che rimane sulla carta perché al momento soltanto la regione Lombardia ha stabilito delle sanzioni (nella misura di 5000 euro, ma verranno applicate?) per i "trasgressori".

Per il momento, almeno stando all'analisi di Immobiliare.it, soltanto il 12,7% degli annunci presenti nei database contiene l'indicazione della certificazione energetica, una crescita notevole rispetto a quel 4,7% di inizio gennaio (quando la certificazione era ancora facoltativa e costituiva un'informazione in più per gli acquirenti), ma non ancora sufficiente e in grado di rendere evidente le difficoltà e le resistenze ad adeguarsi in tal senso da parte dei proprietari.

Come di consueto sul territorio le risposte sono diverse. Mentre al Sud gli annunci dotati dell'indicazione sono soltanto il 3,8% al Nord Est questa percentuale sale fino ad un passo dal 19%, troppo poco ma comunque meglio del Nord Ovest (15,6%) e del Centro Italia (8,8%). La città più virtuosa è Bolzano con il 25,6%, ma se persino i diligenti altoatesini si fermano ad un annuncio su 4 che rispetta la legge è facile immaginare (al di là degli stereotipi) quando sia difficile per il resto d'Italia adeguarsi rapidamente. La situazione è particolarmente complessa per quanto riguarda gli annunci di vendite e locazioni gestite direttamente da privati senza l'intermediazione di un'agenzia immobiliare: in quei casi soltanto l'1,5% è in grado di chiarire a quale categoria energetica appartenga l'appartamento o più in generale l'immobile.

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