Corte dei Conti: "Evasione Iva al 36%"


La Corte dei Conti apre il suo anno giudiziario con una cerimonia che prevede l'intervento del Presidente Luigi Giampaolini, proprio da lui arrivano novità per nulla piacevoli sullo stato di salute del nostro paese da diversi punti di vista. Giampaolini parla apertamente di "corruzione, malaffare ed illegalità" come "fenomeni ancora notevolmente presenti nel Paese le cui dimensioni sono di gran lunga superiori a quelle che vengono, spesso faticosamente, alla luce".

Il riferimento è a tutte quelle pratiche che danneggiano la finanza pubblica, la più grave di queste è sicuramente l'evasione fiscale. Secondo la Corte è ragionevole "considerare come attendibili" quelle stime che misurano (pur in assenza di dati certi e con tutte le difficoltà connesse ad analizzare qualcosa di "sommerso" per definizione) il totale dell'evasione fiscale intorno ai 100-120 miliardi di euro l'anno.

Un pozzo senza fondo di denaro che non finisce nelle casse dello Stato, che anche per questa ragione è in gravi difficoltà di fronte alla crisi finanziaria, che non dovrebbe mai smettere di allarmare. Giampaolino fa un chiaro riferimento ad una tassa tanto difficile da eludere per i singoli cittadini eppure tanto evasa allargando lo sguardo ad un contesto più ampio: l'Iva. L'imposta sul valore aggiunto secondo "analisi accurate condotte evidenziano per l'Italia un tax gap superiore al 36%, che risulta di gran lunga il più elevato tra i grandi paesi europei, con l'eccezione della Spagna, per la quale lo stesso rapporto supera il 39%". L'Italia quasi ultima, come capita troppo spesso.

Foto | © TM News

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