Bonanni: Tagliare le tasse? Le risorse si trovano se c’è la volontà politica

Il leader Cisl contro il titolare dell'Economia Saccomanni che ha definito costosa la road map per uscire dalla crisi stilata da industriali e sindacati: "Sono vent'anni che sento dire le stesse cose, ma noto con piacere che il premier non la pensa così".

Raffaele Bonanni, leader della Cisl ribatte oggi in un'intervista a La Stampa al ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, che ieri aveva definito costoso il patto siglato la scorsa settimana tra sindacati e Confindustria per la crescita. Un documento congiunto che contiene le priorità per la Legge di stabilità e per la ripresa economica.

Diversa, almeno nei toni, la posizione del premier Enrico Letta che sembra smentire il suo ministro, dicendo che il governo affronterà con molta attenzione quanti messo sul tavolo.

Le parti sociali, d’intesa, hanno chiesto la governo di cambiare decisamente passo. Serve, dicono Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, una road map per uscire dalla crisi:

“Un preciso impegno su politiche fiscali, politiche industriali e revisione degli assetti istituzionali ed efficienza della spesa pubblica".

Misure che secondo il titolare dell’Economia peserebbero troppo in questa fase sulle casse dello Stato.

Bonanni attacca e poi affonda il colpo:

I soliti argomenti delle tecnocrazie. Sono vent'anni che sento dire le stesse cose, ma noto con piacere che il premier non la pensa così. Se c'è la volontà politica di tagliare le tasse, le risorse si trovano

Il segretario della Cisl spiega:

Invece dei tagli lineari, che la spesa l'hanno fatta salire, occorre introdurre subito i costi standard per gli acquisti di tutti i beni della pubblica amministrazione. Bisogna privatizzare le aziende municipalizzate, vendere gli immobili, le caserme. Il governo proceda con l'eliminazione delle Province e rivedendo i meccanismi di spesa di Comuni e Regioni. Con un po' di buona volontà si possono trovare ben più di 5 miliardi.


Bonanni definisce poi una stupidaggine le ipotesi di vendita di quote di aziende fiore all’occhiello dell’Italia, che fanno utili e garantiscono la sicurezza energetica del Paese, come Eni ed Enel.

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