Riforma fiscale: il governo taglia l'aliquota Irpef dal 23% al 20%?


5 miliardi e mezzo, la metà del prodotto delle misure anti evasione fiscale, potrebbero essere utilizzati dal governo Monti per abbassare l'aliquota per i redditi più bassi, quelli fra 7 mila e 15 mila euro. Questo riferiscono voci accreditate che hanno anticipato i contenuti di una prossima "mini riforma fiscale" presto all'esame del consiglio dei ministri. Sono due le ipotesi in campo: il taglio dal 23% al 20% dell'aliquota Irpef oppure la possibilità di maggiori detrazioni per i soggetti che rientrano in quella fascia di reddito.

Sul piatto c'è la necessità, per rispettare gli impegni presi con la manovra Salva Italia, di intervenire sulle agevolazioni fiscali per gli altri contribuenti, tutti quelli sopra i 15 mila euro, e pare che al momento l'esecutivo sia di fronte ad un bivio: tagliare detrazioni e deduzioni oppure "cedere" all'aumento dell'Iva previsto da settembre con l'aliquota che dovrebbe arrivare al 23% dal 21% attuale.

La misura è ritenuta "recessiva" anche da molti ministri, ma c'è la necessità di recuperare denaro per tenere in equilibrio (o meglio sarebbe da dire "per non farli sprofondare") i conti dello Stato. Una soluzione che potrebbe essere adottata è quella dell'aumento dell'aliquota intermedia dal 10% al 12%, ma l'ipotesi che spaventa di più è proprio quella che porterebbe l'aliquota massima al 23% con ulteriore mezzo punto percentuale in più nel 2014. Per evitare questo salasso il governo deve reperire altrove 20 miliardi di euro (4 per il 2012, 16 per il 2013).

Foto | © TM News

  • shares
  • +1
  • Mail