Per la benzina in due anni sono decollate le tasse

Con il prezzo della "verde" ormai stabilmente sopra quota € 1,80 un pieno di benzina è arrivato a costare tra i 40 e i 60 euro: un lusso che non tutti si possono permettere. L'aspetto più grave, però, è che al punto in cui siamo più di metà del prezzo della benzina è composto da tasse: siamo al 60%.

Secondo un'elaborazione realizzata da Adiconsum in un paio di anni il peso del fisco alla pompa si è moltiplicato quasi per 8, mentre la componente industriale è aumentata in misura di gran lunga inferiore. Addirittura per il gpl, la parte industriale ha registrato un calo mentre le tasse sono aumentate.

Sono due le componenti della tassazione per i carburanti: le accise e l'Iva. Le prime sono una parte fissa, mentre la seconda varia ovviamente con il variare del prezzo. Negli ultimi anni le associazioni dei consumatori avevano chiesto di modulare l'Iva in modo che assumesse un andamento opposto a quello del prezzo, cioè che salisse quando i prezzi scendono e invece si riducesse quando i prezzi salgono. Nessun governo, men che meno questo dei tecnici, ha accolto questa proposta e adesso con l'Iva al 21% il carico fiscale ha preso il volo.

Non parliamo neppure delle liberalizzazioni: ogni aumento di una compagnia è subito seguito da anloghi rincari dei concorrenti e il mercato libero è solo un miraggio. Non è un caso che anche il mercato dell'auto sia in sofferenza: in un quadro del genere il mezzo di trasporto privato è sempre più un lusso.

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