Iva al 23% da ottobre: nessun passo indietro


Quando era stato presentato il decreto Salva Italia il premier Monti aveva definito l'aumento dell'Iva al 23% prevista per ottobre una "concreta possibilità" che sarebbe stata valutata "più avanti". Nonostante lo spread sia rientrato all'interno di limiti accettabili le prospettive recessive sembrano ora escludere la possibilità che il +2% sull'aliquota più alta dell'Iva (senza dimenticare il passaggio dal 10% al 12% di quella intermedia) sia realmente in discussione.

La conferma arriva dal viceministro per lo sviluppo economico Grilli che non sembra lasciare molte speranze su un'eventuale marcia indietro del governo sul tema. Quanti (probabilmente erano in pochi aldilà delle dichiarazioni di facciata) speravano realmente che l'esecutivo rivedesse le sue intenzioni possono cominciare a rassegnarsi, la mazzata arriverà e sarà inevitabile.

Il provvedimento rappresenta una forma di prelievo fiscale impossibile da eludere per il comune cittadino, un danno evidente per quanti vivono già difficoltà economiche e a prescindere dal reddito percepito perché, detto banalmente, "a fare la spesa ci andiamo tutti" e nessuno potrà sottrarsi. Semplicemente chi ha maggiori capacità economiche soffrirà meno dell'impatto dell'aumento dell'Iva, gli altri si dovranno arrangiare.

Foto | © TM News

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