Benzina: per i petrolieri aumenti inevitabili


Il prezzo della benzina è alle stelle, c'è chi sostiene che la soglia dei 2 euro per litro sarà stracciata entro la prossima Pasqua (inizi di aprile), ma di chi è la colpa? Cercano di spiegarlo, almeno secondo il loro punto di vista, i soggetti direttamente coinvolti nel meccanismo di formazione del prezzo: l'Unione petrolifera. Bene, dando un'occhiata al loro rapporto "Il quadro petrolifero in Italia nel 2011" la responsabilità risulta totalmente ascrivibile alle componente fiscale e a quella dei costi della materia prima.

In sostanza mentre il prezzo esplode i petrolieri (pur senza stracciarsi le vesti, sia chiaro) sottolineano che i guadagni per loro sono in diminuzione in maniera importante e lasciano intendere che se avessero tenuto stabili i loro margini il prezzo alla pompa sarebbe dovuto salire molto di più.

Guardando ai numeri da febbraio 2011 al febbraio 2012 la sola componente fiscale è cresciuta del 24% (0,195 euro al litro) mentre la materia prima è cresciuta dal 19,1% (0,101 euro al litro) e il prezzo industriale ha fatto segnare un +9% (0,062 euro per litro). In questo quadro il prezzo medio alla pompa è salito "solo" del 17,1% (da 1,508 a 1,766 euro al litro) vedendo ridursi il margine operativo lordo degli stessi petrolieri del 23,8% (-0,039 euro al litro). Stanno preparando il terreno alla mazzata finale?

Foto | © TM News

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