Pressione fiscale: 50 miliardi da tagliare secondo la Corte dei Conti


Il presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino, durante un'audizione di fronte alla V commissione della Camera dei Deputati, ha spiegato ai nostri parlamentari la cifra che sarebbe necessaria per allineare la pressione fiscale italiana alla media europea. Non si tratta esattamente di una "cifretta" visto che parliamo di 50 miliardi di euro, 32 da richiedere "in meno" alle famiglie, 18 alle imprese. Il governo dovrebbe quindi ridurre le imposte nettamente per riportarci in linea con paesi come la Germania e la Francia, per tutte le altre questioni veri punti di riferimento per l'esecutivo tecnico di Mario Monti.

Il problema è legato al riequilibro dei conti pubblici: impossibile pensare di raggiungere l'agognato "pareggio di bilancio" senza continuare a gravare sui cittadini o avviare (sarebbe ora) una robusta revisione della spesa pubblica. Proprio a questo proposito è giunta un'ulteriore fosca previsione della Cgia di Mestre a proposito dell'inevitabile crescita della pressione fiscale nei prossimi anni.

Il segretario dell'organizzazione dei piccoli artigiani, Giuseppe Bortolussi, ha spiegato:

Se nel 2012 la pressione fiscale ufficiale è prevista al 45%, quella reale, sempre che sia confermato l'ulteriore aumento dell'Iva previsto per il prossimo autunno, dovrebbe toccare il 54,5%. Un record che, purtroppo, non ha eguali al mondo. La pressione fiscale ''reale'' che grava su coloro che pagano correttamente le tasse è molto superiore a quella ufficiale che viene calcolata dall'Istat che, è bene sottolinearlo, rispetta fedelmente le disposizioni metodologiche previste dall'Eurostat. Ebbene, se nel 2011 la pressione fiscale ''reale'' che pesa sui contribuenti italiani ha sfiorato una ipotesi massima del 52%, con gli effetti delle manovre estive di Berlusconi e gli interventi del Governo Monti, il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013 farà impennare il carico fiscale sui contribuenti onesti sino ad una ipotesi massima del 54,5%.

Si deve essere davvero miopi per non temere una severa spirale recessiva se questi dati saranno confermati.

Foto | © TM News

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