Banche: anticipazioni più alte ai Comuni per il servizio di tesoreria

Gli istituti di credito sono sul piede di guerra e cominciano a ragionare sulla redditività delle gestione dei servizi di Tesoreria per gli enti locali.


Novità per le banche che svolgono il servizio di tesoreria per gli enti locali con gli istituti di credito che non fanno di certo salti di gioia: dovranno infatti anticipare cifre anche molto più elevate dei tetti massimi previsti nei contratti sottoscritti con le amministrazioni comunali, provinciali e così via.

Lo stabiliscono due decreti legge. Il primo - quello sugli enti locali varato a ottobre 2012 - è un provvedimento del governo guidato da Mario Monti, il secondo - quello sui pagamenti dei debiti della Pubblica amministrazione - è di aprile 2013 ed è stato messo a punto dal governo Letta.

L’obbligo di concedere anticipazioni di cassa per garantire la gestione corrente dei pagamenti viene così ampliato oltre i limiti stabiliti dal Testo unico sugli enti locali (Tuel) del 2000, sulla cui base sono stati sottoscritti tutti i contratti di tesoreria che sono ad oggi in vigore, ricorda stamattina Milano Finanza.

L'articolo 222 del Tuel prevede che i Comuni possano anticipare al massimo:

«tre dodicesimi delle entrate accertate nel penultimo anno precedente, afferenti ai primi tre titoli d'entrata nel bilancio».

I due nuovi decreti hanno invece portato il limite massimo dell'anticipazione a cinque dodicesimi delle entrate del penultimo anno. Per sveltire il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione verso le imprese poi, solo per il 2013, le banche dovranno anticipare fino al 50 % del gettito IMU 2012 totale (compreso quello relativo alla prima casa).

Inoltre per ottenere il pagamento degli interessi maturati dalle anticipazioni, gli istituti di credito devono attendere che prima il ministero dell'Interno restituisca gli stessi agli enti locali. Inutile dire che le banche, sempre alla ricerca di liquidità e capitali freschi, sono sul piede di guerra e cominciano a pensare che se la redditività delle gestione dei servizi di tesoreria deve essere pari a zero, non conviene più nemmeno partecipare alle aste per accaparrarsi l’appalto.

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