Reddito disponibile: italiani indietro di 27 anni

Nel 2013 la spesa pro capite in valore per le spese obbligate sarà di oltre 6.500 euro a fronte dei 2.700 euro che si spendevano nel 1992

Si parla tanto di ripresa. Ma sono previsioni, calcoli, ipotesi. Il Paese reale è un altro. Famiglie e imprese restano alla finestra. E risparmiano. Perché risparmiare, in un momento come questo, vuol dire sopravvivere. Secondo Confcommercio il reddito disponibile è tornato a essere quello di 27 anni fa, della fine degli anni Ottanta.

Il crollo dei consumi, certo, sembra in fase di arresto - 2,4% nel 2013, 0,2% nel 2014 – ma soprattutto perché i bilanci familiari sono ridotti all’osso e gli acquisti voluttuari azzerati. Sono le spese obbligate a monopolizzare i bilanci di spesa. La parte di consumi che le famiglie hanno destinato a beni e servizi obbligati (abitazione, sanità, assicurazioni, carburanti e servizi finanziari) è più che raddoppiata fra il 1992 e il 2012: nel 2013 la spesa pro capite in valore per le spese obbligate sarà di oltre 6.500 euro a fronte dei 2.700 euro che si spendevano nel 1992. Sul totale del bilancio complessivo si è passati dal 32,3% al 40,5%.

Alla base di questa trasformazione obbligata dei comportamenti di spesa vi è l’inflazione media annua che nei consumi obbligati è stata superiore del 66% rispetto a quella dei beni commercializzabili.

Fatti i conti, il reddito disponibile, da parte delle famiglie, è tornato a essere quello del 1986, vale a dire di 27 anni fa.

Proprio oggi l’Istat ha pubblicato i dati di agosto sull’inflazione che, su base mensile, è cresciuta dello 0,4%, restando stabile all’1,2% su base annua. Ora la grande paura è legata all’aumento dell’Iva, cosa succederà quando i prezzi cresceranno ancora? Che cosa accadrà alle filiere legate a beni commercializzabili e non a spese obbligate?

Via | Confcommercio

Foto © Getty Images

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