Conti correnti troppo cari, l’Antitrust: possibili risparmi fino a 180 euro

Sul "caro conto corrente" pesa la mancata concorrenza tra le banche. Conto di base al palo. L'indagine dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.


Torna l’allarme sui costi dei conti correnti italiani e stavolta è l’Antitrust, l’autorità in materia, a dire che restano ancora troppo alti visti gli ostacoli che impediscono una vera e piena concorrenza tra gli istituti, e quindi un abbassamento dei prezzi.

Per l'Antitrust sarebbero infatti possibili risparmi fino a 180 euro all’anno per il proprio conto corrente, somma pari alla differenza di prezzo fra prodotti identici proposti a clienti differenti.

L'Abi, l’Associazione bancaria italiana, non ci sta e ricorda che dal 2007 al 2012 il prezzo del conto corrente italiano è sceso progressivamente, portandosi in media a 100 euro.

L'Authority riconosce che negli ultimi anni ci sono stati:


"alcuni cambiamenti nelle politiche adottate dagli operatori e, sotto alcuni profili, a una evoluzione anche più competitiva del settore"

L’entità del risparmio che si ottiene passando da un conto all'altro mostra però:


"che ci sono ancora spazi per ridurre i costi dei conti correnti. Si tratta tuttavia di spazi che i risparmiatori non riescono a sfruttare, perché privi delle informazioni necessarie che vanno invece rese disponibili da parte delle banche, anche introducendo vincoli normativi e regolatori”.

L'indagine sull'andamento dei prezzi dei conti correnti nel periodo 2007-2012 dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha preso in considerazione un campione costituito da 52 banche e più 14.500 sportelli (quest’ultimi pari al 44% di rappresentatività).

L'Antitrust nel suo rapporto osserva poi come stenti a prendere piede il conto corrente di base, istituito nel 2011 per favorire la lotta alla circolazione del contante e l'inclusione. La percentuale è irrisoria addirittura inferiore, e di parecchio, all'1% sul totale di correntisti di ciascuna banca.

Secondo l'Autorità:

''pesano probabilmente, sul mancato decollo, l'opacità delle condizioni di offerta e la struttura del prezzo non immediatamente calcolabile. Per il 34% delle banche facenti parte del campione, esiste inoltre almeno un conto corrente per i giovani e le famiglie con operatività elevata con un prezzo inferiore o uguale a quello del Conto di Base offerto alla generalità dei consumatori''.

E l’Authority sottolinea come il conto corrente online convenga dato che allo sportello i prezzi scendono in maniera decisa (-19%) solo per i giovani. Calo meno rilevante per famiglie e pensionati con minore operatività (rispettivamente -2,8% e -3,6%).

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