La crisi cancella 14.200 piccoli negozi

Il segretario generale di Confesercenti: "Tecnicamente la recessione sta per finire ma non si può dire altrettanto della crisi del commercio". Aumentano gli esercizi su area pubblica.


I piccoli negozi pagano un conto durissimo alla crisi economica. Del resto i consumi degli italiani sono sempre più al palo con il reddito pro capite che è tornato sui livelli di 27 anni fa (ma a prezzi praticamente raddoppiati).

Secondo l'Osservatorio di Confesercenti tra gennaio e agosto 2013 hanno abbassato definitivamente le saracinesche 14.200 negozi, numero pari al saldo nel commercio al dettaglio tra 18.209 nuovi negozi aperti in sede fissa e 32.454 chiusure.

Il saldo tra aperture e chiusure registra un leggero miglioramento rispetto a quello dei primi 8 mesi dell’anno scorso (pari a -15.772 esercizi) e ciò grazie all'aumento delle nuove iscrizioni (+2.015 sul 2012) che compensano un incremento delle chiusure più lieve (+489).

Il segretario generale di Confesercenti Mauro Bussoni commenta:


Tecnicamente la recessione sta per finire ma non si può dire altrettanto della crisi del commercio. È chiaro a tutti che le liberalizzazioni delle aperture non servono ad agganciare la ripresa: il miglioramento dei dati nel 2013 è così lieve da sembrare più che altro un rimbalzo. Ora il governo dia risposte nuove e convincenti per impedire il crollo di un comparto economico di vitale importanza per l'economia e l'occupazione italiana. Chiederemo al ministro Zanonato e al presidente Letta un piano straordinario per rilanciare il commercio.

Secondo i dati Istat le vendite al consumo a giugno hanno fatto segnare un -3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso con gli italiani costretti a tirare sempre più la cinghia visto che la domanda è in flessione anche per i beni primari come gli alimentari e i farmaceutici e non solo per mobili, elettrodomestici, abbigliamento, calzature e così via.

L’osservatorio nota poi come alla crisi del commercio in sede fissa corrisponda un sussulto di vitalità per il commercio in strada con un aumento degli esercizi su area pubblica che da gennaio ad agosto 2013 è di 1.972 unità. Il numero di imprese del comparto è salito rispetto allo stesso periodo del 2012 di 6.396 esercizi, con gli imprenditori stranieri impegnati nel settore a fare la parte leone: sono il 67% del totale.

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