Dipendenti pubblici: no al rinvio della pensione per lavorare fino a 70 anni

Non si può rimanere in servizio fino a 70 anni per accrescere la propria pensione una volta lasciato il lavoro. La nota della Funzione pubblica ristabilisce lo stop, dopo una sentenza contraria del Tar del Lazio.

No al rinvio della pensione per restare al lavoro fino a 70 anni per i dipendenti statali. Una volta per tutte la Funzione pubblica (Ministero per la P.a. e la semplificazione) chiarisce nella nota protocollare numero 41876/2013 che il Decreto legge 101/2013 ha restituito validità alla circolare numero 2/2012, che era stata annullata dal Tar del Lazio.

Chiarimento che arriva in risposta a una richiesta di spiegazioni della regione Veneto. Quindi gli impiegati pubblici che hanno maturato un qualsivoglia diritto ad andare pensione entro la fine del 2011 devono essere messi obbligatoriamente a riposo dalla Pubblica amministrazione in quanto non hanno più la facoltà di fare richiesta per rimanere in servizio oltre il limite ordinamentale (65 anni).

La questione nasce dalla riforma delle pensioni che porta il nome dell’ex ministro del Lavoro Elsa Fornero. Il Dl 201/2011 poi convertito nella Legge 214/2011 (appunto riforma Fornero) stabilisce una deroga per il pubblico impiego: può continuare a valere la vecchia disciplina per i dipendenti che maturano i requisiti per lasciare il servizio entro il 31 dicembre 2011.

Deroga poi spiegata dalla Funzione pubblica nella circolare numero 2/2012 e condivisa con i ministeri competenti (Economia e Lavoro) e con l’Inps.

La circolare obbligava le amministrazioni statali a mettere a riposo dal 2012, al raggiungimento dei 65 anni, i dipendenti in possesso nell’anno 2011 dell’anzianità contributiva massima di 40 anni o della quota 96 (pensione a 61 anni con 35 anni di servizio oppure a 60 anni con 36 anni di servizio) o comunque dei requisiti per andare in pensione.

Veniva quindi implicitamente abrogata dalla circolare la facoltà di restare in servizio fino a 70 anni, con il risultato che ai dipendenti pubblici veniva negata la possibilità di far lievitare il proprio assegno pensionistico una volta lasciato il lavoro.

Circolare che è stata poi annullata dal Tar del Lazio, con la sentenza 2446/2013, fino all’entrata in vigore del sopracitato decreto legge numero 101 del 2013 che, come ribadito dalla Funzione pubblica, ha ristabilito lo stop al rinvio della pensione per rimanere in servizio fino ai 70.

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