Disoccupazione al 9,7%? Per l'Ilo sono di più


L'Ilo, l'agenzia dell'Onu che si occupa del mondo del lavoro è in allarme per la situazione italiana. Nel suo ultimo rapporto viene evidenziato il boom della disoccupazione arrivata al 9,7% a fine 2011, il dato peggiore del 2011, ma soprattutto un dato che non viene ritenuto "veritiero" e in grado di raccontare realmente la crisi del mercato del lavoro italiano. L'Ilo ha sottolineato che la disoccupazione reale potrebbe essere ancora più elevata già soltanto considerando i lavoratori stabilmente in cassa integrazione.

I 250mila cassintegrati sommati ai 2,1 milioni di disoccupati "ufficiali" farebbero schizzare il tasso ancora più in alto, ma sono soprattutto i cosiddetti "neet" a preoccupare. Le persone "Not in Education, Employment or Training" sono quasi 1.5 milioni un dato che insieme alla disoccupazione giovanile oltre il 30% e quel 51,1% di disoccupati che versano in questa condizione da un lungo periodo dipinge un quadro allarmante: non c'è ripresa, nemmeno abbozzata.

Secondo il rapporto non bisogna dimenticare che l'aumento dei part-time e dei contratti a tempo determinato, arrivati rispettivamente al 15,2% e al 13,4% del totale, sono in più della metà dei casi delle scelte obbligate per i lavoratori che al contrario preferirebbero e vorrebbero lavorare per più ore settimanali e con contratti fissi, ma non trovano queste alternative sul mercato. Il timore dell'Ilo, lo stesso di quasi tutti, ma apparentemente ignorato dal governo e dalle istituzioni europee, è che l'austerity finisca per "alimentare ulteriormente il ciclo di recessione e di rinviare ancora l'inizio della ripresa economica e il risanamento fiscale".

Foto | © TM News

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