Disoccupazione, l'Istat certifica il 9.8%


A marzo il tasso di disoccupazione secondo quanto rilevato dall'Istat è cresciuto dello 0,2% arrivando alle soglie del 10%. Il 9.8% di disoccupati, con una progressione annua dell'1,7%, è il livello più alto da gennaio 2004 (inizio della rilevazione delle serie storiche mensili) e dal terzo trimestre 2000 se si guarda alle serie semestrali. La disoccupazione giovanile (fra i 15 e i 24 anni) traina il drammatico peggioramento in corso arrivando fino al 35,9%, un +2% rispetto a febbraio, dato più alto dalla fine del 1992.

Le cattive notizie colpiscono anche l'Europa. A marzo l'Eurostat parla di un 10,9% (+0,1% rispetto a febbraio) con una progressione annua dell'1% tondo e il record storico dall'aprile 1997. Nell'Eurozona a marzo c'erano ben 17,365 milioni di disoccupati che divengono 24,772 milioni se si guarda all'Europa a 27. La maglia nera tocca alla Spagna (24,1%) seguita dalla Grecia (21,7%).

Anche la cosiddetta locomotiva d'Europa, la Germania, fa peggio di quanto previsto. La disoccupazione (comunque su livelli molto più bassi degli altri paesi del vecchio continente) rimane al 6,8% quando le più attendibili stime sostenevano che sarebbe scesa di un altro 6,7%. Tornando al nostro paese le persone senza lavoro sono 2,506 milioni di persone, in aumento del 2,7% rispetto a febbraio (66mila unità), mentre su base annua bisogna rilevare un aumento del 23,4% (476mila unità). Mezzo milione di persone in più, una tragedia dal punto di vista sociale per la quale non si intravede una fine.

Foto | © TM News

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