Prezzi benzina: la petizione per ridurre le accise

Scritto da: -


Due fra le organizzazioni che rappresentano i benzinai, la Figisc ed ANISA Confcommercio, promuoveranno a partire dal 1 giugno una raccolta firme sull’intero territorio nazionale, sfruttando la rete di affiliati, per chiedere al governo di ridurre l’impatto delle imposte sul prezzo finale dei carburanti esploso nell’ultimo anno. Per i benzinai è chiaro che sia ormai lo Stato a poter regolare le quotazioni alla pompa di benzina e diesel impattando con accise e Iva sul 55% del prezzo finale.

Considerato che lo Stato, con un carico fiscale superiore al 55% del prezzo, è diventato ormai il vero soggetto regolatore di questo mercato chiediamo il ripristino del regime dei prezzi amministrati per questo bene indispensabile alla mobilità degli italiani e che si faccia garante non solo della trasparenza dei prezzi, ma anche di quelli che devono essere i margini sia delle aziende petrolifere sia dei gestori degli impianti.

Si parla spesso di questioni legate alle scelte (e ai profitti) dei petrolieri (come quella del mito della “doppia velocità”) dimenticando alcuni numeri molto significativi riassunti dalla Figisc: “dall’inizio dell’aprile 2011 a questa parte il prezzo dei carburanti è aumentato mediamente tra benzina e gasolio di 27,5 centesimi/litro; di questi, 6,6 centesimi (IVA compresa) sono dovuti all’aumento delle quotazioni internazionali dei prodotti, e ben 20,9 centesimi all’incremento delle imposte; in altre parole il 76% degli aumenti è da attribuirsi alle maggiori imposte”.

Foto | © TM News

Vota l'articolo:
3.82 su 5.00 basato su 11 voti.