Dall’inizio della crisi gli italiani poveri sono raddoppiati

Sono 2,35 milioni le persone in grave difficoltà nel Mezzogiorno d'Italia, 1,78 milioni nel Nord del Paese e 684mila nel Centro. L'analisi di Coldiretti su dati Istat.

In un lustro, dall'inizio della crisi economica, gli italiani che vivono in condizioni di povertà assoluta sono raddoppiati (+99%) arrivando alla cifra record di 4,81 milioni di persone che che non hanno la possibilità di acquistare nemmeno i beni e i servizi essenziali per vivere, come testimonia il crollo storico dei consumi di alimentari e bevande.

Così secondo un’analisi di Coldiretti, basata sui dati Istat relativi agli ultimi 5 anni, che fotografa la drammaticità di una crisi che come sempre è stata pagata dai ceti socialmente più deboli.

A pagare il conto più alto, in termini di aree geografiche, è stato il centro Italia (+112%). Nel nord Italia l'aumento della povertà assoluta è stato del 105%, nel sud del Paese del 90%.

In valori assoluti sono 2,35 milioni i cittadini in grave difficoltà finanziaria nel mezzogiorno, 1,78 milioni nel nord e 684mila nel centro.

Negli ultimi cinque anni di crisi ulteriori 3,4 milioni di persone sono scivolati in una condizione di povertà assoluta secondo Coldiretti. Il risultato è che oggi sul territorio nazionale l’11,3% degli italiani (più di uno su 10) si trova in questa situazione.

Il 16,6% non può permettersi un pasto con un contenuto proteico adeguato almeno una volta ogni 2 giorni. Infatti la spesa alimentare delle famiglie ha fatto un passo indietro fino ai primi anni Novanta.

Nel 2012 i consumi delle famiglie per alimentari e bevande a valori concatenati erano stati pari a 117 miliardi, mezzo miliardo in meno rispetto al 1992. Il valore della spesa alimentare, sempre in crescita dal dopoguerra in poi, fino all'importo massimo di 129,5 miliardi nel 2007, crolla oggi ai livelli di 20 anni fa.

Situazione che, spiega Coldiretti, si è addirittura aggravata quest’anno con i nuclei familiari che hanno dovuto tagliare ancora gli acquisti di beni alimentari: dall'olio di oliva extravergine (-10%) al pesce (-13%), ma anche su pasta (-10%) latte (-7%) ortofrutta (-3%) e carne (-2%). Dall’elaborazione dei dati Ismea-Gfk Eurisko relativi al primo semestre del 2013 risulta un taglio complessivo del 4% nella spesa alimentare delle famiglie italiane.


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