Telecom in mani spagnole? Angeletti: "duro colpo per l’Italia"

Il leader della Uil: "nei prossimi anni, quando si tratterà di decidere dove investire lo si farà sulla base di interessi che però non risiederanno a Roma ma a Madrid". Ovvie le ricadute negative sul fonte occupazionale.

Telecom in mani spagnole? Un duro colpo per l’Italia. Il segretario della Uil Luigi Angeletti commenta stamattina a Rai Radio Uno l'accordo raggiunto la scorsa notte che permette al colosso spagnolo delle tlc Telefonica di salire al 65% del proprio controllo su Telco, la holding che possiede il 22,4% di Telecom Italia.

Per il leader della Uil con questa operazione:

accadrà fatalmente quello che è naturale che accada: che nei prossimi anni, quando si tratterà di decidere dove investire lo si farà sulla base di interessi, legittimi, che però non risiederanno a Roma ma a Madrid. E naturalmente questo accordo ha una ricaduta per noi negativa sul fronte occupazionale non solo nell'immediato ma soprattutto per il futuro.

Di tutt’altro parere il presidente di Telecom Franco Bernabè: Telecom Italia, dice, non diventerà spagnola in quanto l'operazione riguarda Telco.

Bernabè ha spiegato che l'intesa raggiunta tra Telefonica e i soci italiani di Telco:

cambia l'assetto azionario di Telco e non di Telecom. Telecom non diventa spagnola, è solo Telco che ha avuto un riassetto azionario.

Sembra un po' il gioco della tre carte. Sulla stessa linea d'onda di Bernabè il direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci. L'operazione è

uno snodo molto importante per il nostro futuro industriale.

Secondo Panucci l’importante è sfruttare al massimo le potenzialità delle reti di nuova generazione, il focus si sposta quindi sul piano che presenterà Telefonica.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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