Atac: proteste contro il biglietto a 1.50


I cittadini si organizzano, senza sigle e senza "padrini" politici, fino al punto di dare vita ad una manifestazione di fronte alla sede Atac di Via Prenestina nella giornata di venerdì, ma ormai è decisamente "troppo tardi". Da due giorni è finita l'era dei biglietti dei mezzi pubblici romani ad 1 euro. Il rincaro, annunciato da tempo, è a dir poco significativo e ha portato la soglia minima del prezzo fino ad 1.50 euro, una stangata notevole per quanti utilizzano autobus, tram e metropolitane per muoversi nella Capitale.

Su Internet lo slogan “Atac non ti pago” è diventato un tormentone e dalla rete è arrivato fino al "reale" divenendo la parola d'ordine di volantini distribuiti nelle zone nevralgiche di Roma che motivano l'insoddisfazione degli utenti per le scelte, non solo tariffarie, dell'azienda:

La mobilitazione pubblica è contro il rincaro del biglietto, passato da un 1 euro a 1,50, la cancellazione degli abbonamenti mensili, la diminuzione delle agevolazioni per anziani, disoccupati e invalidi, i tagli alle linee meno frequentate. Noi non ci stiamo. In una città dove il traffico ci uccide, saremo sempre più costretti ad andare al lavoro in macchina, mentre aumenta il costo della benzina. Non vogliamo pagare per un servizio scadente. Non vogliamo pagare i debiti accumulati per la mala gestione e per i loro stipendi milionari! Vogliamo il ritiro del piano aziendale e il blocco dei licenziamenti.

Purtroppo, come spesso accade in questi casi, i giochi sono fatti e gli ultimi tagliandi da 1 euro (validi ed utilizzabili solo fino al 24 luglio) sono già introvabili nelle tabaccherie e nei punti vendita mentre sono stati molti gli utenti che hanno di sottoscrivere negli ultimi giorni un abbonamento annuale per usufruire un'ultima volta delle vecchie tariffe.

Foto | © TM News

  • shares
  • +1
  • Mail