Service Tax: possibile un anticipo già a dicembre 2013? Il governo smentisce

Ma molti parlano già di Imu mascherata


Aggiornamento 11:40 Il sottosegretario all'Economia Baretta smentisce l'ipotesi di un anticipo della Service Tax a dicembre 2013 come annunciato dai giornali. "Mi pare del tutto fuori luogo dire che l'Imu rientra dalla finestra. Noi dal primo gennaio facciamo partire la service tax. Se si dovesse parlare di anticipo è una questione del tutto contabile, non abbiamo ancora preso in considerazione questa proposta".

La Service Tax, l'imposta che dal 2014 dovrebbe radunare tutte quelle tasse che oggi contribuiscono al sostegno dei Comuni – e che dovrebbe quindi sostituire anche l'Imu – potrebbe debuttare con qualche settimana di anticipo. Per sistemare la delicata situazione dei conti pubblici, il governo starebbe pensando infatti a un anticipo della nuova tassa già dal prossimo dicembre, e c'è già chi parla di "Imu mascherata".

E in effetti il collegamento tra le due imposte sembra forte: il governo ha deciso la sospensione della seconda rata Imu per il 2013 senza però avere delle coperture ben definite, tantopiù ora che si sta cercando quantomeno di rinviare l'aumento dell'Iva dal 1 ottobre. Insomma, servono soldi per fare cassa, e l'ipotesi allo studio del governo, secondo quanto riporta oggi Repubblica, è quella di anticipare al prossimo dicembre la nuova tassa sui servizi.

Una beffa, la chiama il quotidiano romano. Se ne dovrebbe sapere di più dopo il Consiglio dei ministri di venerdì, che si dovrà occupare di correggere il deficit, rimandare l'aumento dell'Iva e finanziare le missioni militari. L'anticipo della Service Tax dovrebbe portare nelle casse dello Stato circa 3 miliardi di euro, contro i 2,3 contabilizzati per la seconda rata Imu sulla prima casa.

Come per l'Imu, anche la Service Tax si calcolerà sulla base della rendita catastale degli immobili di proprietà, oppure sui metri quadrati. Un'ipotesi finora non confermata dagli ambienti di governo e che sicuramente potrebbe portare malumori soprattutto nel Pdl, che si è battuto per l'abolizione della seconda rata Imu. Ma tutto potrebbe essere scavalcato dalla nuova emergenza sui conti pubblici, dopo gli allarmi di Bruxelles e della Corte dei Conti sulla copertura finanziaria italiana.

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