Aumento benzina per il terremoto, il governo chiede aiuto ai petrolieri

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La decisione del governo Monti di aumentare le accise sui carburanti di 2 cent per finanziarie i costi legati al terremoto in Emilia Romagna, gestione dell’emergenza e successiva ricostruzione, ha scatenato inevitabile polemiche. A dire il vero molti hanno preferito evitare polemiche in questo momento (con le immagini della distruzione di interi paesi che scorrono su tutti i media), ma c’è sempre l’eccezione.

Carlo Rienzi, presidente del Codacons, contesta il modo in cui lo Stato ha deciso di aiutare i terremotati gravando proprio sui carburanti:

Lo Stato deve aiutare i cittadini colpiti dal terremoto in Emilia, ma in un momento di crisi come quello attuale, in cui i prezzi dei carburanti sono alle stelle, un aumento delle accise appare quanto mai inopportuno, controproducente e dannoso per gli italiani e per l’economia nazionale

D’altra parte i 2 cent di aumento delle accise dovrebbero tramutarsi in un aumento medio della spesa per gli automobilisti nell’ordine di 30 euro annui. La soluzione? Presto fatto. Il ministro Passera sta facendo pressioni sull’Unione Petrolifera perché “assorba” l’aumento riducendo i prezzi. La novità, decisamente inedita, è Pasquale De Vita, presidente dell’Unione ha aperto a questa possibilità: “Vista la volatilità dei mercati le condizioni per un ribasso effettivamente ci sono“.

Sarà veramente così?

Foto | © TM News

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