Aumento Iva: il gettito in calo

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L’aumento dell’Iva è atteso per la fine dell’estate. In tanti, anzi sarebbe meglio dire praticamente tutti, hanno messo in allarme il governo Monti: la crescita del 2% delle aliquote oggi al 21% e al 10% può avere effetti devastanti su un’economia già in difficoltà che evidenzia da mesi i consumi in calo e con le famiglie italiane che lamentano un crollo del potere d’acquisto.

Una conferma è facilmente ottenibile andando a spulciare i dati diffusi dalla Ragioneria di Stato che ha calcolato l’ammanco di 3,4 miliardi rispetto a quanto previsto dal Def (il Documento d’Economia e Finanza), lo stesso ammanco che tanto ha allarmato i giornali e che fa impallidire gli obiettivi fissati dalla cosiddetta spending review, la stessa che avrebbe dovuto “salvarci” dall’aumento dell’Iva.

Bene. Nei primi quattro mesi del 2012 il gettito da Iva per gli scambi interni è sceso del -2,2% rispetto allo stesso periodo del 2011, questo nonostante all’epoca l’aliquota più alta fosse ancora al 20%. Il calo complessivo delle entrate da questa imposta indiretta è di 297 milioni di euro e sarebbe stato più significativo se non si fosse contemporaneamente registrato un +4,7% dell’Iva prelevata delle importazioni. Insomma, i consumi calano e lo Stato incassa meno dall’Iva, la scelta di aumentare del 2% le aliquote fino al 23% e al 12% rischia di dare un’altra mazzata ai consumi ed amplificare la spirale recessiva.

Foto | © TM News

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