Economia sommersa e riciclaggio in Italia

L'intervento del sottosegretario allo sviluppo economico Simona Vicari all'assemblea dell'Aira.

In Italia l’economia sommersa vale oltre 540 miliardi di euro, cifra enorme che corrisponde al 35% della prodotto interno lordo del Paese. Di questi 540 miliardi, 160 sono ascrivibili a operazioni di riciclaggio e valgono il 10% del pil. Con tanto di tasse e contributi evasi ai danni dello Stato.

Sono gli allarmanti dati diffusi ieri dal sottosegretario per lo sviluppo economico Simona Vicari durante l’assemblea annuale dell’Associazione italiana responsabili antiriciclaggio (Aira) che si è tenuta nella sede della Banca popolare di Milano.

Il sottosegretario ha spiegato che:

«In Italia l’economia sommersa si sta assestando, complessivamente, sul 35% del pil, mentre le operazioni di riciclaggio sul 10%, una cifra consistente che coinvolge il denaro contante solo per il 2,5% del totale».

Secondo un’indagine svolta dall’Eurispes e dalla Banca d'Italia dei 160 miliardi di euro impiegati in operazioni di riciclaggio, solo 4 miliardi sono frutto di operazioni riguardanti soldi contanti.

Tendenza "al nero", a nascondersi nelle maglie dell'economia sommersa, che si è accentuata nell'ultimo lustro, con la crisi economica: dopo il 2007 l'economia non ufficiale è cresciuta del 6,5% e l'evasione fiscale del 3,5%, come certificato da uno studio della stessa Bankitalia.

Il Belpaese secondo una recente indagine di Visa è sul gradino più basso del podio in Europa per economia sommersa, terzi nella non invidiabile classifica. Prima di noi solo la Turchia (27% del pil) e la Grecia (24% del pil).

© Foto TMNews

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