Aumento dell'Iva dall'1 ottobre 2013

Doveva essere scongiurato e rinviato al 2014. Saccomani aveva persino minacciato le dimissioni. Invece, l'aumento dell'Iva ci sarà. Dall'1 ottobre 2013.

23.00: controordine. Al termine di una riunione del Consiglio dei Ministri che viene già definita drammatica, il Ministro Delrio ha annunciato:

«In questa condizione non è possibile evitarlo. L'aumento Iva ci sarà»

L'aliquota salirà dunque al 22% a partire da martedì 1 ottobre 2013

Aumento IVA al 22%: si lavora per il rivio a gennaio

Secondo indiscrezioni sulla bozza di decreto legge sull'imposta, contenente anche le misure di ridefinizione delle aliquote, è scongiurato (almeno per il momento) il tanto temuto aumento dell'Iva, previsto dalla prossima settimana.

Non una cancellazione, a dire la verità, ma un semplice rinvio da ottobre a gennaio l'aumento dal 21% al 22% dell'Iva; il decreto stabilisce anche un ulteriore rifinanziamento di 330milioni di euro per la cassa integrazione in deroga ("da ripartirsi in tre regioni"), della carta acquisti e delle missioni internazionali di pace per oltre 265 milioni.

Stanziati anche 35 milioni per la social card, 190 milioni per l'istituzione del Fondo per fronteggiare l'emergenza emigrazione e 20 milioni per l'accoglienza di minori stranieri non accompagnati.

Secondo la bozza di decreto le coperture per il mancato rialzo dell'Iva a ottobre arriveranno dall'aumento dell'acconto dell'Ires (al 103%) e dell'Irap per il 2013, oltre che dall'incremento delle accise sui carburanti per 2 centesimi al litro fino a dicembre 2013 e poi fino al 15 febbraio 2015 di 2,5 2,5 cent al litro.

Una pessima notizia per chi va in auto: dal 1 ottobre la benzina aumenterà di 2 centesimi al litro (solo stamattina si esultava per il lieve calo del costo dei carburanti). Il decreto inoltre apre la strada alla manutenzione contabile da 1,5-1,6 miliardi per rientrare sotto il tetto del 3% del rapporto deficit-Pil, realizzabile solo tramite tagli lineari alla spesa per almeno 400 milioni di euro e l'accelerazione delle procedure di dismissione del patrimonio pubblico, che dovrà essere non inferiore al miliardo.

Al momento il provvedimento resta congelato in attesa dell'esito dell'incontro al Quirinale tra Letta e Napolitano, che potrebbe decidere le sorti dell'intero governo.

  • shares
  • +1
  • Mail