Iva al 22% dal 1° ottobre: aumenti fino a 349 euro a famiglia

L'aumento dell'Iva si tradurrà con un aumento su base annua da 209 euro per una famiglia composta da 3 persone a un aumento di 349 euro per le famiglie di 5 persone.

Doveva essere scongiurato e rinviato al 2014, ma così non è stato: a partire da martedì 1 ottobre 2013 l'Iva salirà al 22%, con tutte le conseguenze per le famiglie italiane che potete e possiamo immaginare.

Il Codacons ha deciso di fare i conti alle future tasche degli italiani e il bilancio è piuttosto preoccupante: l'aumento dell'Iva si tradurrà con un aumento su base annua da 209 euro per una famiglia composta da 3 persone a un aumento di 349 euro per le famiglie di 5 persone:

Oltre questi effetti diretti, l'aumento dell'Iva produrrà un disastroso effetto domino, con un incremento dell'inflazione, una pesante diminuzione dei consumi e un rincaro generalizzato dei listini al dettaglio, specie nel settore alimentare e dei prodotti trasportati su gomma per questo è chiaro a tutti che l'aumento dell'Iva non servirà affatto a far uscire il Paese dalla crisi, ma al contrario sancirà la definitiva caduta economica dell'Italia. Il governo Letta deve quindi emanare un decreto urgente ad hoc per bloccare l'incremento dell'aliquota di ottobre.

A parlare è il presidente Codacons Carlo Rienzi, a cui fa eco Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, che sottolinea l'ovvio, che pur va sottolineato, e chiede al Governo di tornare sui suoi passi. La crisi ha stremato le famiglie e le imprese e il Governo ha

la responsabilità di scongiurare, anche se i tempi e i margini sono strettissimi, l'aumento dell'Iva, perché questo determinerebbe effetti recessivi e depressivi esiziali per l'economia reale.

Cosa bisognerebbe fare per scongiurare in extremis l'aumento dell'Iva? Per Sangalli

è assolutamente necessario che il Cdm vari entro lunedì sera misure per la stabilizzazione dell'economia e la crescita, a partire dal rinvio dell'aumento dell'Iva e senza ricorrere alla leva fiscale per trovare le risorse.

I tempi sono strettissimi e con la crisi di Governo ormai conclamata sarà davvero un miracolo se si riuscisse a bloccare ancora l'aumento dell'aliquota al 22%.

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