Imu: per il 62% a carico delle famiglie

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Mancano meno di dieci giorni alla fatidica scadenza della prima rata dell’Imu, l’Imposta Municipale Unica con la quale il governo Monti ha reintrodotto (in una formula più esosa per il contribuente) la vecchia Ici. La tassa, che qualcuno avrebbe voluto “una tantum” soltanto per affrontare l’emergenza legata alla crisi finanziaria, genererà un gettito che dovrebbe sfiorare i 18,5 miliardi di euro, anche se l’esecutivo spererebbe in un importo più vicino ai 22 miliardi.

Lo scostamento è dovuto al fatto che le stime ufficiali hanno considerato anche gli immobili che potrebbero essere esentati per via del loro utilizzo “no profit”, quelli presenti nelle province autonome e i terreni. Ma come saranno ripartiti questi soldi? Stando alle stime dell’ufficio studi della Cgia di Mestre il 62% del gettito dovrebbe arrivare dalle famiglie italiane mentre il restante 38% sarà affrontato dalle imprese.

Nel dettaglio circa 3,1 miliardi arriveranno dai proprietari di prima casa (pari al 17,2% del totale), 8,2 miliardi peseranno sui proprietari di seconde e terze case (44,8% del totale), mentre gli imprenditori dovranno pagare poco piu’ di 7 miliardi di euro (38% del totale).

Per Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre: “In una fase recessiva che in questi ultimi tempi ha contratto ulteriormente i consumi l’applicazione di questa nuova imposta inciderà non poco sui bilanci delle famiglie e delle imprese, con gravi ripercussioni su tutta l’economia. Visto che il Governo si è riservato la possibilità di modificare le aliquote entro il 10 di dicembre, auspichiamo che lo faccia quanto prima, alleggerendo il carico fiscale sui contribuenti italiani che mai come in questo momento necessitano di un aiuto”.

Vana speranza?

Foto | © TM News

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