La Bce conferma i tassi d’interesse al minimo storico. Draghi: “ripresa fragile e irregolare”

Il presidente della Bce Mario Draghi: "i tassi potrebbero scendere ancora più in basso". L'Italia: "faccia le riforme per il suo bene non soltanto per la pressione dei mercati".

I tassi di interesse di Eurolandia rimangono al minimo storico. La Banca centrale europea ha confermato allo 0,50% per il quinto mese consecutivo il principale tasso d’interesse dell'eurozona. La decisione sull’attuale livello del costo del denaro è in linea con il prosieguo della politica monetaria accomodante da parte della Bce. Finché sarà necessario.

L’Eurotower mantiene invariato anche il tasso sui depositi, pari allo zero, e all'1% quello sulle operazioni di rifinanziamento marginali.

Il presidente dell’Istituto centrale europeo Mario Draghi ha spiegato oggi in conferenza stampa a Parigi che i tassi d'interesse potrebbero:


scendere ancora più in basso. L'inflazione nell'eurozona dovrebbe rimanere sotto tono e gli ultimi dati confermano il miglioramento graduale dell'attività economica.

Ma la ripresa nell’area euro, ha avvertito Draghi:

è debole, fragile e irregolare.


Poi il presidente della Bce ha rivolto un appello all'Italia, tra i Paesi dell'eurozona che dovrebbero continuare con gli sforzi finalizzati a portare gli elevati livelli di deficit e debito pubblico "verso un percorso discendente".

Il Paese, ha detto Draghi:


faccia le riforme per il suo bene non soltanto per la pressione dei mercati. La pressione dei mercati per portare avanti le riforme è uno dei tanti fattori di pressione ma la principale pressione deve venire dall'interno perché le riforme vanno fatte per il proprio bene, non per i mercati.

Con la fiducia votata al governo Letta al Senato, oggi Piazza Affari ha tirato un grosso sospiro di sollievo chiudendo in rialzo dello 0,67% una seduta molto volatile, con il FTSE Mib che comunque archivia gli scambi sopra quota 18.000, a 18.089 punti. Sul mercato secondario anche il sensibilissimo termometro dello spread BTp/Bund indica che la febbre politica è in calo: il differenziale chiude a 256 punti base, dai 268 di ieri, con tasso del decennale italiano che scende al 4,37%.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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