Tax Freedom Day? Quest'anno è arrivato il 14 giugno

Scritto da: -

Quanto dobbiamo lavorare ogni anno per pagare le tasse? I calcoli dipendono da tanti fattori, ma quando i tecnici si divertono a scoprire il “Tax freedom day” di un paese utilizzano giocoforza un calcolo astratto. Il conto è presto fatto, si prende il Pil nazionale e lo si divide per il totale delle imposte pagate, la cosiddetta pressione fiscale.

Secondo la CGIA di Mestre, quest’anno gli italiani dovranno lavorare 17 giorni in più rispetto a 10 anni fa per raggiungere l’obiettivo che è arrivato soltanto il 14 giugno scorso. Dal 1 gennaio alla metà del mese di giugno gli italiani hanno pagato per soddisfare le richieste dell’erario, da quel giorno in avanti lo faranno per provvedere alle loro necessità (mutuo o affitto, bollette, alimentari, divertimenti, salute).

Nel 2002 la pressione fiscale era al 40,5%, oggi è arrivata al 45,1%. 10 anni fa “bastavano” 148 giorni di lavoro, ora ne servono 165. L’aumento più impressionante è quello fatto registrare nel 2012 rispetto al 2011: ben 10 giorni in più dei 17 totali accumulati dal 2002. Lo scarto è presto spiegato: soltanto l’Imu copre “3 giorni”.

Impossibile non sottoscrivere il commento di Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA: “Lavorare 165 giorni all’anno per lo Stato ci dà l’idea di quanto sia eccessivo il nostro fisco. Ormai sui contribuenti onesti grava una pressione fiscale reale che arriva a superare il 54%, un carico che non ha eguali in quasi tutta Europa. Ormai solo alcuni Paesi scandinavi presentano un livello di tassazione superiore al nostro”. In paesi come la Svezia si paga in proporzione anche più che da noi, ma in cambio di servizi e di sussidi che nulla hanno a che vedere con quelli che ci riserva il nostro stato sociale sempre più ridotto all’osso.

Foto | © TM News

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!