Rifiuti: bollette +67% dal 2000. La Tares costa 451 euro a famiglia

La Tares manda in pensione la Tarsu ma è molto più onerosa per le tasche del contribuente: costerà agli italiani quasi 2 miliardi di euro in più rispetto a quanto hanno pagato nel 2012. Lo studio della Cgia.

Negli ultimi 13 anni l'aumento delle bollette per il servizio di trasporto dei rifiuti è stato del 67%. Nel 2000 una famiglia pagava in media 270 euro ogni 12 mesi. Con il debutto della Tares l'esborso medio per ciascun nucleo familiare raggiungerà quest’anno la cifra di 451 euro. A fare i calcoli è la Cgia di Mestre.

La Tares, la nuova tassa sui rifiuti, manda in pensione la Tarsu, ma è molto più onerosa per le tasche dei contribuenti: farà aumentare il costo del servizio di quasi 2 miliardi di euro in più rispetto a quanto gli italiani hanno pagato nel 2012.

L’analisi della Cgia di Mestre ha preso in esame undici città capoluogo di regione: Ancona, Aosta, Bari, Bologna, Cagliari, Campobasso, Catanzaro, Milano, Palermo, Torino e Trieste.

Il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi si chiede:


Come è possibile che nel 2013 le famiglie paghino un importo così pesante quando negli ultimi 5 anni di crisi economica la produzione dei rifiuti urbani è diminuita del 5 per cento e l'incidenza della raccolta differenziata, che ha consentito una forte riduzione dei costi di smaltimento, è aumentata di oltre il 30 per cento?

Il fatto è che dalla Tares gli 8100 Comuni italiani devono ottenere un gettito in grado di coprire per intero il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, vincolo che non era previsto con la vecchia Tarsu.

La nuova tassa sui rifiuti prevede una maggiorazione su tutti gli immobili pari a 0,3 euro al metro quadrato, incremento che andrà a finanziare i servizi indivisibili dei Comuni e cioè l’illuminazione pubblica, la pulizia e la manutenzione delle strade e così via.

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