Casa, tributo ambientale al massimo e nemmeno ci accorgiamo di pagarlo…

Oltre due terzi delle Province hanno adottato l'aliquota massima del 5%.

Da uno studio di Confedilizia che ha diffuso i dati raccolti attraverso l'Ansa, emerge che più di due terzi delle Province in Italia ha applicato l'aliquota massima del tributo ambientale, ossia quella del 5%. La media, in totale, solo di pochissimo più bassa, cioè del 4,48%.

Per la precisione, come si può vedere nell'infografica Centimetri in alto, è nelle Province del Nord che l'aliquota è più alta, con una media del 4,84%. Questa media scende al Centro al 4,69&%, mentre al Sud e nelle Isole si ferma al 4,31%.

Le uniche due Province in tutta Italia in cui l'aliquota è scesa sono Gorizia, dove è pesata dal 4,70 al 4,50%, e Matera, dal 5 al 2%, in tutte le altre è salita. Brescia e Firenze l'hanno portata al valore massimo consentito, cioè il 5%.

I dati diffusi da Confedilizia sono relativi al 2012, mentre per il 2013, in virtù del decreto Imu, le amministrazioni possono stabilire a quanto fissare l'aliquota del tributo ambientale entro il 30 novembre.

Stiamo parlando di una tassa provinciale che dipende dalla superficie degli immobili e che si paga come addizionale alla Tares. Nel 1993 la media era del 3,08%, nel del 4,41%, nel 2012, come detto, del 4,48%. Essendo un'addizionale spesso i cittadini nemmeno si accorgono di pagarla né sanno se e di quanto è aumentata, come ha fatto notare l'Associazione della Proprietà Edilizia.

Confedilizia ieri ha anche chiesto al governo più chiarezza sulla proposta di colpire gli immobili che hanno una rendita superiore ai 750 euro, perché rischia di sembrare l'ennesimo colpo a un mercato che è in grosso difficoltà, smorzando già sul nascere ogni possibilità di ripresa.

Infografica: Ansa Centimetri

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