Befera: "Meno tasse per avere meno evasione"

Il direttore dell'Agenzia delle Entrate a Radio24: "Combattiamo diversi tipi di evasione"

Intervistato questa mattina da Gianni Minoli a Radio24 il direttore dell'Agenzia delle Entrate Attilio Befera ha fatto il punto sullo stato dell'arte della lotta all'evasione in Italia:

"In Italia bisogna pagare le imposte e se non ci fosse Equitalia non le pagherebbe nessuno. Che l'evasore sia un parassita della società è un dato di fatto."

Befera tira consistenti secchiate d'acqua al proprio mulino, sostenendo che nel corso della sua gestione sia diminuita la forbice tra reddito percepito e reddito dichiarato, in media, dai contribuenti italiani e chiedendo "un aggiornamento" di quei 100 miliardi di euro da recuperare.

Un tema, quello dell'evasione fiscale, sfaccettato e complesso, ha spiegato Befera, che non nega possano esistere fenomeni di "evasione di sopravvivenza", nonostante si cerchi di combattere e contrastare ogni diverso modello evasivo: alla domanda di Minoli se una minor pressione fiscale possa contribuire ad un abbassamento anche del tasso di evasione Befera ha risposto:

"Indubbiamente. Ci sarebbe meno evasione per carenze di liquidità."

Il direttore dell'Agenzia delle Entrate ha lamentato come l'evasione sia un elemento della cultura italiana, confermando l'utilità del redditometro ma ammettendo l'impossibilità di effettuare i 35mila controlli previsti entro la fine del 2013:

"L'evasione fa ancora parte della cultura italiana, bisogna cambiarla. Evadere non è furbizia, bisogna insegnarlo alle nuove generazioni. Siamo un Belpaese di evasori, speriamo di cambiare. [...] Abbiamo superato tutti i controlli con il Garante della Privacy, ora stiamo mettendo a punto le ultimissime particolarità."

In tal senso un esempio "virtuoso" è stato, ha spiegato Befera con una battuta, il calciatore Lionel Messi che, a fronte di una contestazione fiscale da 4 milioni di euro ne ha versati 5.

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