Quanto vale per i lavoratori il taglio del cuneo fiscale?

25 euro al mese in più. Il viceministro dell’Economia Luigi Casero: "si tratta soltanto di un primo intervento. Vogliamo creare le condizioni per lo sviluppo, quindi è chiaro che non metteremo gli spiccioli".

250-300 euro all’anno. A tanto potrebbe equivalere la somma in più che i lavoratori si ritroverebbero in busta paga (circa 25 euro al mese) ipotizzando un taglio del cuneo fiscale di 2,5 miliardi di euro. Il calcolo ipotizza che dei 5 miliardi da destinare nella legge di stabilità alla riduzione del cuneo (cioè della differenza tra quanto un lavoratore costa all’azienda e quanto effettivamente prende di stipendio netto mensile) siano destinati per metà ai lavoratori e per metà a ridurre il peso fiscale per le imprese.

Per i lavoratori la stima ha preso in considerazione le detrazioni Irpef ipotizzando che il bonus venga erogato in un'unica tranche. Previsione solo indicativa in attesa di conoscere le risorse che verranno effettivamente stanziate per il taglio del cuneo e gli strumenti che verranno scelti.

Ieri il premier Enrico Letta ha spiegato che benefici per i lavoratori italiani saranno visibili già nelle buste paga del 2014 e che per questa via, secondo le sue rosee previsioni, le imprese saranno spinte ad assumere "con contratti a tempo indeterminato".

Il viceministro dell’Economia Luigi Casero in un’intervista al Corriere della Sera ha detto che i 5 miliardi di cui si parla e che dovrebbero essere stanziati con la legge di stabilità del 2014 per ridurre il cuneo fiscale rappresentano solo la prima parte dell’operazione, e nemmeno non  la più cospicua:


Non voglio fare cifre ma se si trattasse di 5 miliardi e di 25 euro in più al mese in busta paga vorrebbe dire che si stratta soltanto di un primo intervento, che potrebbe essere indirizzato ai più giovani. Ma noi vogliamo creare le condizioni per lo sviluppo, quindi è chiaro che non metteremo gli spiccioli. Da questa azione ci aspettiamo molto per il rilancio dell’economia.

Casero prevede che grazie all’approvazione della delega fiscale, ora all’esame del Senato, entro la fine dell’anno prossimo l’alleggerimento della pressione fiscale e contributiva sul lavoro dovrebbe essere portato a termine.

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