Alitalia, Mancuso: con Air France niente futuro, sì a Etihad

Il vicepresidente della compagnia Salvatore Mancuso: "Sono convinto che se il governo ci darà i segnali giusti, nessuno si tirerà indietro".

Alitalia sopravviverà alle mire di Air France “grazie all’aiuto del governo” (che speriamo non voglia dire con i soldi dei contribuenti). Ne è convinto il vice presidente di Alitalia Salvatore Mancuso che in un’intervista al Messaggero di oggi parla della volontà dei 20 azionisti della compagnia di contribuire al suo rilancio, evitando un altro caso Telecom, il cui controllo è passato in mano spagnola.

Dice Mancuso:

Sono convinto che se il governo ci darà  i segnali giusti, nessuno si tirerà indietro. Saremmo pazzi a rinunciare ad Alitalia a favore di Air France, che ha come unico interesse quello di  portarsi a casa Alitalia e il suo straordinario mercato per un tozzo di pane.

Alitalia, che ha 1,1 miliardi di debiti, non può finire in mani straniere. Il controllo della compagnia deve rimanere italiano. Tanto più che Air France, ha aggiunto Mancuso:


intende ridurre l'aeroporto di Fiumicino a un terzo hub con un ruolo poco più che regionale causando la perdita di migliaia di posti di lavoro, cancellare il nome dell'Italia dalle grandi rotte, impedire lo sviluppo di Alitalia in Africa, un paese che si prepara a diventare un grande mercato. Tutto ciò è inaccettabile. Se pensano di risolvere i loro problemi interni usando la nostra compagnia, si sbagliano di grosso.

Il vice presidente di Alitalia vede invece di buon occhio l’alternativa Etihad. La compagnia di bandiera degli Emirati Arabi Uniti sarebbe il partner ideale secondo Mancuso soprattutto perché:

assumerebbe una partecipazione di minoranza, consentendo alla compagnia di mantenere un controllo stabile in mani italiane.

Mancuso, pur definendola una buona opportunità, scarta in sostanza anche l’altra soluzione sul tavolo, che risponde al nome di Aeroflot, la più grande compagnia aerea russa:


Etihad darebbe ad Alitalia qualche chance in più, perché favorirebbe una mutua alimentazione dei rispettivi hub attraverso la canalizzazione su Roma dei flussi provenienti dal Sud Est asiatico. È ovvio che in questo scenario, Etihad avrebbe interesse, al contrario di Air France, allo sviluppo dell'aeroporto di Roma considerandolo l'hub di riferimento nel continente europeo.

Air France nel 2009 aveva offerto 1,7 miliardi per rilevare la nostra compagnia di bandiera (e i suoi debiti) che stava per chiudere i battenti sotto la scure di un pesante passivo. Poi una cordata di imprenditori italiani - sponsorizzati come salvatori della patria dall’allora premier Silvio Berlusconi - acquisì il 75% della società che ora appartiene a Compagnia Aerea Italiana Spa che ha rilevato appunto Alitalia, mentre il restante 25% della società è già di Air France.

Dopo la ricapitalizzazione di Alitalia, nel 2009, le cose però non sono andate affatto bene: complice la crisi economica e la scarsa concorrenzialità del vettore italiano, la compagnia perde la bellezza di 630mila euro al giorno, lasciando sul terreno 735 milioni di euro tre anni.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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