Legge di stabilità, sindacati: tagliare tasse sul lavoro o reagiremo

Il segretario della Uil Angeletti: “no ad operazioni simboliche”. Gli fa eco la leader Cgil Camusso: “In assenza di cifre e di proposte concrete si tratta solo di intenzioni”.

Con la legge di stabilità il governo Letta deve intervenire seriamente sulla redistribuzione del reddito, sul taglio delle tasse su lavoro e pensioni.

Altrimenti la Cgil di Susanna Camusso è pronta a dare battaglia: la leader del più grande sindacato italiano ieri, prima di entrare a Palazzo Chigi per incontrare il governo, insieme ai segretari di Cisl e Uil, aveva detto:

Le nostre rivendicazioni sono note dall'inizio di settembre mancano sette giorni alla proposta di legge, non si può fare ancora una discussione preparatoria. Bisogna che ci dicano che scelte intendono fare per garantire una restituzione fiscale significativa a lavoratori e pensionati, alle imprese, e quali scelte di politiche industriali.

E ancora:

abbiamo detto in tutti i modi che quello per noi è la priorità e l'indicatore con il quale si esce dalla crisi. E' evidente che, se non ci saranno risposte in questa direzione, reagiremo.

L’incontro si è poi concluso in tarda serata ed è stato giudicato comunque positivo dai sindacati. Nella riunione è stato confermato che il taglio del cuneo fiscale sarà uno dei punti nodali della legge di stabilità con misure a vantaggio dei lavoratori e delle imprese.

Interventi che verranno finanziati tagliando la spesa pubblica ha assicurato il premier Enrico Letta. Il segretario della Uil Luigi Angeletti ha espresso il suo "no a operazioni simboliche". Gli fa eco Camusso che ha ricordato come:


In assenza di cifre e di proposte concrete si tratta solo di intenzioni. Tutto quello che abbiamo letto sui giornali non esiste: siamo di fronte a una pagina bianca, nessuna cifra.

Letta poco dopo ha parlato di necessità di recuperare il tempo perso (un mese praticamente) a causa della crisi politica, per procedere ora dritti e a passo svelto sulla legge di stabilità.

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