Il potere d’acquisto sprofonda mentre la pressione fiscale sale ai massimi

Il potere di acquisto delle famiglie è calato nel II trimestre del 2013 dello 0,7% sul trimestre precedente e dell'1,3% sul II trimestre dell’anno scorso.

Il potere d'acquisto delle famiglie italiane sprofonda. Nei primi sei mesi del 2013 secondo l’Istat ha registrato una flessione dell'1,7% rispetto allo stesso periodo del 2012, affatto roseo.

Tenendo conto dell'inflazione, il potere di acquisto delle famiglie è calato nel secondo trimestre del 2013 dello 0,7% sul trimestre precedente e dell'1,3% nei confronti del secondo trimestre dell’anno scorso.

Secondo Coldiretti il crollo del potere d'acquisto ha fatto sì che il 57% degli italiani si sia visto costretto a scegliere i prodotti più economici di largo consumo per arrivare a fine mese. Sei italiani su dieci hanno tagliato le spese per l'alimentazione, arrivate al livello più basso degli ultimi venti anni.

L’analisi di Coldiretti, sulla base dei dati Nielsen relativi al secondo trimestre 2013, mostra poi che il 68% dei consumatori ha tagliato sull'abbigliamento e il 43% usa di meno meno l'auto.

E con l’aumento dell’Iva ordinaria al 22%, dal primo ottobre, è facile la previsione di una ulteriore botta ai già asfittici consumi. Tutto questo mentre la pressione fiscale a carico dei contribuenti sale ai massimi, volando al 43,8% nel secondo trimestre del 2013.

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