Tares più equa dopo gli emendamenti al decreto IMU

La nuova tassa sui rifiuti terrà conto anche dell’Isee.

Novità per il calcolo della Tares, la nuova tassa integrata sui rifiuti che da quest'anno sostituisce la Tarsu prevedendo nella sua formulazione originaria un rincaro di 0,3 centesimi di euro al metro quadrato per ogni immobile. Aumento che serve per finanziare i servizi indivisibili dei Comuni come l’illuminazione pubblica, la pulizia e la manutenzione delle strade.

Cos’è cambiato? Ieri le commissioni Finanze e Bilancio della Camera durante l'esame del decreto legge Imu hanno approvato alcuni emendamenti di Scelta civica e Movimento 5 Stelle in cui si stabilisce che la tassa debba tenere conto anche della capacità contributiva delle famiglie, attraverso l'Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) e della quantificazione dei rifiuti.

I Comuni inoltre saranno liberi di introdurre di proprio pugno agevolazioni ed esenzioni per il pagamento della Tares, appunto in funzione dell’Isee. In un emendamento approvato si legge che: "La relativa copertura può essere disposta attraverso la ripartizione dell'onere sull'intera platea dei contribuenti, ovvero attraverso autorizzazioni di spesa che non possono eccedere il limite del 7% del costo complessivo del servizio".

Per Scelta Civica i deputati firmatari dell'emendamento, Luigi Gigli e Mario Sberna, esprimono soddisfazione:


Vero è che l'Isee attuale non è ancora favorevole a chi cresce più figli, ma l'emendamento introduce comunque un'attenzione particolare che nel testo originale non c'era. Infatti, mettendo sullo stesso piano chi è ricco e chi non lo è, com'è scritto nel decreto originale, si replicava ancora una volta quella gravissima ingiustizia che fa “parti eguali fra diseguali".

Ricapitolando: la Tares a carico del cittadino, oltre ai parametri dei metri quadrati e di quante persone abitano in una casa, dovrà essere calcolata in base alla capacità contributiva. Si va quindi verso una tassa sui rifiuti più equa, quando era stato già quantificato che nel complesso sarebbe costata agli italiani quasi 2 miliardi di euro in più rispetto a quanto avevano pagato nel 2012.

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