Ci si dovrà lavorare ancora molto, ma la bozza dello spending review ideata da Enrico Bondi non tarderà ad essere presentata ufficialmente. Intanto la ridda di indiscrezioni scatena polemiche e recriminazioni a non finire. D’altra parte i tagli riguardano tutta la pubblica amministrazione: ferie obbligate per gli statali in prossimità delle festività comandate (Ferragosto, Natale e Capodanno) con uffici pubblici chiusi, diminuzione dei posti letto nella sanità e taglio pesantissimo del Fondo Sanitario Nazionale (-3 miliardi).
Proprio questa, alla fin fine, è la vera cifra che darà corpo al provvedimento di “revisione di spesa” (per abbandonare il fastidioso termine inglese) ideato dal Governo Monti. Lo scopo di questo provvedimento, almeno quello pubblicizzato, è quello di reperire i 4,2 miliardi necessari ad evitare l’aumento dell’Iva al momento già previsto e che scatterebbe alla fine dell’estate portando le aliquote del 21% e del 10% al 23% e al 12% frenando ulteriormente i consumi.
Resta comunque da capire se questo genere di misure non finiscano ugualmente per deprimere l’economia (il riferimento è soprattutto alle spese sanitarie) così come resta da capire la natura di alcune delle misure annunciate che appaiono le più strane. Di fianco a tagli per la presidenza del Consiglio, alle auto blu e alle missioni di pace compaiono altre indiscrezioni inspiegabili. Una su tutte? -200 milioni di euro al finanziamento delle Università pubbliche che si accompagna ad un +200 milioni per le scuole private. Non saremo tecnici, ma la somma è 0. Non c’è risparmio, quindi, perché?
Foto | © TM News

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