Spending review: aumento dell’Iva scongiurato. Aumentano le tasse universitarie per i fuori corso

Il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo è soddisfatto dell'obiettivo raggiunto:  grazie alla  definitiva conversione del decreto sulla Spending review non sarà più necessario l’aumento dell’Iva dal 21 al 23%.

Dopo l'approvazione del Senato, ieri alla Camera dei Deputati c’è stato l’ultimo passaggio. L’aula di Montecitorio ha approvato il decreto sui tagli alla spesa pubblica con 371 sì, 86 no e 22 astenuti. Il paventato aumento dell’Iva in autunno si allontana quindi definitivamente a prezzo però di nuovi tagli e sacrifici richiesti al settore pubblico e quindi alla collettività.

Aumentano le tasse universitarie per gli studenti fuori corso. Per chi ha redditi familiari fino 90mila euro, la maggiorazione sarà del 25% massimo. Per chi ha redditi tra i 90mila e i 150mila euro, l'aumento non potrà superare il 50%.

Le rette aumenteranno del doppio per chi ha un reddito familiare superiore ai 150mila euro. Gli aumenti andranno a finanziare per il 50% le borse di studio, il resto sarà destinato a interventi per i servizi abitativi, d'orientamento, ristorazione e assistenza. Confermato nel testo che per gli studenti a posto con gli esami e che hanno un reddito familiare fino a 40mila euro non ci saranno aumenti di tasse fino al 2016.

L’addizionale Irpef dal 2013 salirà dallo 0,5 all'1,1% nelle otto regioni in deficit sanitario e cioè Piemonte, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia. Tra le altre importanti misure contenute nel decreto convertito in legge dello Stato il tetto di 300mila euro per gli stipendi dei manager pubblici, gli 800 milioni di euro in arrivo per i comuni e l'austerity che varcherà anche le porte di Palazzo Koch, sede di Bankitalia.

Foto | © TMNews

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