Salvataggio Alitalia: oggi il cda. Ryanair: "pronti a sostituire i voli"

Michael O'Leary, amministratore delegato di Ryanair: "Spero che la situazione si risollevi, ma siamo già pronti a sostituire i voli domestici che verrebbero tagliati"


    AGGIORNAMENTO - Il consiglio di amministrazione di Alitalia ha approvato il piano di salvataggio dell’ex compagnia di bandiera per complessivi 500 milioni di euro: 300 milioni a titolo di aumento di capitale da offrire in opzione ai soci e 200 milioni garantiti da prestiti da parte del sistema bancario. I rappresentanti nel cda di Air France-Klm hanno approvato il piano ma poco dopo la società franco-olandese ha fatto sapere che non ha ancora deciso se parteciperà o meno all'aumento di capitale di Alitalia: "La decisione dei membri del cda in quota Air France-Klm di sostenere il piano di emergenza non presuppone in alcun modo una nostra decisione sulla sottoscrizione o meno dell'aumento di capitale", ha dichiarato il portavoce di Air France. In questo quadro e in subordine all'approvazione dei suoi organi deliberanti Poste Italiane si impegna a garantire la sottoscrizione di 75 milioni dell'aumento di capitale rimasti eventualmente inoptati. Intesa SanPaolo e Unicredit garantiranno la sottoscrizione di altri 100 milioni dell'eventuale e ulteriore inoptato.

Il governo in queste ore sta mettendo a punto il salvataggio di Alitalia con un coinvolgimento diretto da 75 milioni di euro di Poste Italiane. L’aumento di capitale necessario per non lasciare a terra gli aerei dell’ex compagnia di bandiera, con debiti intorno al miliardo, si aggirerebbe secondo le ultime indiscrezioni sui 225-250 milioni di euro e potrebbe includere altri i 55 milioni di prestito inoptato. Ma lo Stato dovrà impegnarsi in ogni caso a fornire garanzie per altri 75 milioni sui debiti.

Altri 200 milioni dovrebbero prestarli le banche per un piano di salvataggio di 500 milioni in tutto. O sarà bancarotta. Il premier Enrico Letta vuole chiudere la partita al più presto, oggi pomeriggio si riunisce il cda di Alitalia

E mentre il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi commenta soddisfatto l’operazione (“non è un aiuto di Stato, ora l'integrazione con il partner straniero può essere affrontata da posizioni di parità") e il leader degli industriali Giorgio Squinzi esprime perplessità sull’intervento della mano pubblica tramite Poste Italiane, la concorrenza è in agguato.

Sul Corriere delle Sera di stamattina Michael O'Leary, amministratore delegato del vettore low cost Ryanair, dice che a rovinare Alitalia, sono stati politica e sindacati e che loro sono pronti a rilevare le rotte interne:

“Spero che la situazione si risollevi, ma siamo già pronti a sostituire i voli domestici che verrebbero tagliati. In questi giorni stiamo parlando con diversi aeroporti italiani preoccupati della situazione che si è venuta a creare: se Alitalia taglierà i voli domestici, noi li implementeremo".

E ancora:

"miglioreremo il sito e smetteremo di litigare con la gente per i bagagli, la cattiva pubblicità non ci fa bene. Cercheremo di essere meno rigidi consentendo ad esempio alle signore di portare le loro borse senza doverle infilare nel bagaglio a mano".

Lupi stamattina ha ribadito che se Air France-Klm, che ha già il 25% di Alitalia, non sottoscriverà l'aumento, bisognerà cercare un nuovo partner:

“Air France è considerato il principale possibile partner internazionale di Alitalia, vediamo cosa farà sull'aumento di capitale, altrimenti si dovrà cambiare partner".

Il governo sta provando a rimettere in sesto Alitalia senza svenderla ma chiede ai soci di assumersi le loro responsabilità con una profonda revisione del piano industriale e la sua rapida adozione da parte dei nuovi organi societari.

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